Bella Dentro

Qualche passo sotto il sole rovente. Devo uscire fuori per andarmi a prendere un caffè. Mi bastano 2 minuti per rendermi conto della calura di questa giornata di fine luglio. Probabilmente, se tutti vanno in vacanza in questo periodo, ci sarà un perché. Tra pochi giorni ci andrò anch’io, il lavoro, a poco a poco, si sta esaurendo. Ce n’è sempre di meno, in questi giorni, anche se non mancano i colpi di coda.

Sarà interessante vedere come mi sentirò, quando non avrò più da pensare alla normale attività dei giorni lavorativi dell’anno. Mi impegnerò a cercare qualche cosa da fare, per non rimanere con il cervello vuoto. Ho già provato ad impegnarmi per fare qualche cosa di mio, e vi faccio vedere il risultato dei miei sforzi di qualche giorno fa.

Verso occidente,  ma anche verso oriente, visto che tra qualche giorno andrò a passare un fine settimana in Croazia, dove potrò vedere degli amici e fare un paio di giorni di mare. Sarà quindi una toccata e fuga, ma mi darà l’occasione di scoprire dei posti e della gente nuova. L’importante sarà andarci con lo spirito giusto, senza farsi mancare nulla, visto che non ho la compagnia, che è la cosa più importante. Partirò da solo, infatti, ma le persone le troverò lì.

Non avrò neanche la preoccupazione di guidare. Andrò con l’autobus, poi prenderò qualche mezzo pubblico, tipo autobus e taxi, per raggiungere le varie destinazioni. Devo dire che pur non essendo stato molte volte, sono affascinato da quella che un tempo era la ex-Jugoslavia, e oggi ha nomi diversi a seconda delle zone e delle località.

Come dicevo, dove andrò io si chiama Croazia,  più a nord Istria o Slovenia, un po’ più ad ovest…..Territorio Libero di Trieste. Scherzo naturalmente, è una sparata così. Eppure, mica poi tanto. Esiste ed è esistito veramente. Andiamo a vedere cosa ci dicono varie fonti in rete. Il Territorio Libero di Trieste, era previsto dal Trattato di Pace firmato dall’Italia  il 10 febbraio 1947 a Parigi e di fatto sanciva la fine dell’occupazione jugoslava della città.

Naturalmente la storia è  più lunga, ma io l’ho accorciata molto. Parla non solo di Trieste ma anche delle zone limitrofe. E’ una storia di diplomazia,  trattative e negoziati. Quello che in pratica è successo nell’immediato dopoguerra quando si trattava di dare uno sbocco alle vicissitudini militari svoltesi qualche anno prima durante la Seconda Guerra Mondiale.

Va bene che a distanza di settant’anni la situazione attuale del mondo purtroppo ricorda quei tragici eventi. Ma lasciamo perdere e cerchiamo di rilassarci. Probabilmente vedrò solo le luci di Trieste, o forse non le vedrò neanche. Sarò tranquillo, sul bus, a dormire. Ho già fatto tanto lavoro e tante cose, che è giusto riposarsi e non pensare a niente.

Adesso ho pure avuto un lampo di genio. Ho acceso il ventilatore e sto iniziando a stare bene. Ma come diavolo non mi è venuto in mente prima! Ho sofferto il caldo fino a d adesso, che sono le sei e mezza passate!  Ma non importa e andiamo avanti.  Parlerò anche di quello che farò tra qualche ora, non solo tra qualche giorno.

Eviterò di andare a casa subito, questa sera. E’ così triste sedersi intorno ad un tavolo vuoto, riempito con dei rimasugli e degli avanzi. Andrò a mangiarmi una pizza in un locale, climatizzato. E’ vero, non ce ne sono tanti, così. Ma io, io l’ho trovato. Sono stato bravo oppure, solo fortunato. Scherzo naturalmente. Ormai l’aria condizionata ce l’hanno tutti

Io però sono e rimango un  assertore, un seguace del ventilatore. Ventilatore come lo intendo io non è sul soffitto, con le pale. E’ il ventilatore classico, a piantana. Muove l’aria e climatizza in maniera più sana rispetto all’aria condizionata. Io quando vado a letto, lo tengo tutta la notte acceso. Mi fa dormire bene. E mi fa sentire, un po’ come se fossi a Trieste, dove il vento soffia e fischia molto forte e c’è la famosa bora

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