Fabrizio De Andrè

Chissà com’era bello, vivere a Genova, negli anni’60. C’era tutto un ambiente artistico, culturale e musicale, vari interpreti e cantautori, la cosiddetta scuola genovese. Di questa, ne faceva parte Fabrizio De Andrè, di cui proprio oggi, 11 gennaio, si ricordano i vent’anni, dalla sua scomparsa

A Genova, negli anni ’60, con il figlio Cristiano

Eccolo, nel corso di quegli anni, in un locale pubblico di Genova. Non sto parlando proprio di questo, ma ad ogni modo, anche lui è stato una persona, “normale”.. Forse non tutti sanno che…..il suo vero nome, scritto x esteso, è Fabrizio Cristiano De Andrè. Conosciuto solo come Fabrizio De Andrè, ha dato il suo secondo nome al figlio, che infatti si chiama Cristiano.   

Cristiano De Andrè, il figlio

Artista bravissimo, avrà subito l’influenza, il carisma e la notorietà del famoso padre, ma è diventato, seppure in misura minore, famoso anche lui. Ma non è di lui che voglio parlare, anche perché Cristiano, vivo e vegeto, può ancora farsi sentire ed ascoltare.

Volevo ricordare Fabrizio, che era nato a Genova nel 1940. Era un poeta, uno chansonnier, ho voluto condividere con voi due suoi brani famosi, molto simili, nel titolo. 
Canzone dell’amore cieco e canzone dell’amore perduto. Ma c’è una strofa, che mi ritorna in mente: ma lui che non ti volle creder morta, bussò cent’anni ancora alla tua porta…..  Qual’era quella canzone? Vediamo…..Eccola 

De Andrè, una storia poco conosciuta

il Professor De Andrè con la moglie Luisa ed i figli Fabrizio e Mauro
In questi giorni si parla molto di Fabrizio De Andrè per via della fiction che ripercorre la  sua vita e vedendola mi è tornato in mente un fatto non affrontato  dalla fiction, che è legato ad un altro De Andrè, Giuseppe il padre del  cantautore genovese.
Il professor Giuseppe De Andrè insegnava lettere in alcuni istituti di Genova e dintorni, antifascista convinto, aiutò molti alunni ebrei a nascondersi ed a fuggire dai fascisti per impedirne la deportazione. I fascisti sospettavano che coprisse alunni ebrei che studiavano nei suoi istituti ed anche per timore di ritorsioni, nel ‘42 fece trasferire la sua famiglia nelle campagne dell’astigiano, mentre lui rimase a Genova.
Nel ’44 una mattina due fascisti si presentarono all'’istituto del quale era preside, chiedendogli se ci fossero alunni ebrei, il professore fu molto gentile con loro e promise di informarsi se ce ne fossero. Appena andate via le due camicie nere, De Andrè si precipitò in tutte le classi raccolse gli alunni ebrei e li aiutò a fuggire e a cercare rifugio nelle campagne.
Dopo due giorni i fascisti, probabilmente informati da qualche delatore, tornarono a scuola per arrestarlo, ma lui con uno stratagemma riuscì a scappare dall’uscita posteriore, raggiunse l’astigiano dove si era già trasferito il resto della sua famiglia e si nascose per intere settimane nelle cantine di un cascinale adiacente a quello della famiglia. Dopo la Liberazione la famiglia De Andrè tornò a Genova ed il professore ne divenne Vicesindaco.

Swinging Party


E’ proprio una bambina, non capisce cosa sta facendo, però….potrebbe essere pericolosa

 

C’è una donna con in mano un fucile, lo punta verso un ometto che non sembra abbia intenzioni cattive. Non si capisce granché vedendo questa copertina. Proviamo con il disco, lo sto ascoltando per la seconda volta consecutiva Dr. Dog-The Breeze

Questo pezzo lo conosco, l’ho sentito diverse volte. E’ una traduzione cinese, quindi non è difficile da capire. Qui i geroglifici non c’entrano nulla, c’è la voce di M. Ward a guidarci. Tutto ok, allora, procediamo. I geroglifici, però, quelli ci sono, come potete vedere nel video. M Ward – Chinese Translation

Sarebbe bello se il tempo potesse annullare le distanze, anche dello spazio. Se la gente potesse incontrarsi, di età, generazioni, paesi, epoche, nazioni diverse. Sto andando un po’ a ruota libera, ma mi sembra di dire e pensare così, ascoltando le note suggestive di questa canzone. Kevin Morby – Come to Me Now

Ha 37 anni, e non è più un bambino, anche se ha fatto un brano che si intitola così. Baby, appunto. Sto parlando di Devendra Banhart, cantautore statunitense di Houston, Texas. Devendra Banhart – Baby

Si è sempre alla ricerca di qualche buona notizia. Ormai ce ne sono poche, in questo triste e strano mondo. Questo è quello che mi suggerisce il titolo di questo brano, dei Miracle Legion. Votati all’ottimismo e alla speranza, ecco a voi Miracle Legion – All For The Best

E’ diventato importante,  anche se era solo un illustre sconosciuto. Infatti, questo video  ha 39 milioni di visualizzazioni, e lui è Michael Kiwanuka con un piccolo cuore freddo, quello che un po’ oggi è anche il mio. Benvenuto allora, fratello, tu che vieni da lontano, con Cold Little Hearth – Michael Kiwanuka

Facciamo festa con un brano rimasterizzato una decina di anni fa, sto parlando dei Replacements, gruppo musicale alternative rock attivo negli anni ’80 nel Minnesota. Vi propongo questa loro  Swingin Party • The Replacements

L’ultima sigaretta, è tutto quello che puoi ottenere. Si rivolge così al suo interlocutore, dal nome mistico di Jesus, e lui è Wilco, con questo brano che mi piace, quindi lo condivido volentieri.  Wilco - Jesus, Etc.

La festa sembra finita, ma non lo è….continuate a seguirci

Dream Tonite

Le favole di oggi, sembra siano tutte tristi.

William e Kate, forse si separano. Le favole di oggi, sembra siano tutte tristi, oppure durano poco. Come poco purtroppo è durata la breve vita di Amy Winehouse, scomparsa a soli 27 anni. Qui la ascoltiamo nella sua love is a losing game. Una splendida voce. Lasciami sognare, almeno stasera. I dream tonite

Chi è il più grande? Non lo so, ognuno di noi ha la sua individualità, quindi è un’impresa ardua definirlo, anche se Cat Power, ci prova lo stesso, con questo brano, e noi la seguiamo, anche se questo Kids, degli MGMT, secondo me, ci diverte di più. Per forza, è più coinvolgente, anche perché sono bambini

Un tormentone che continua, con suoni e parole che si ripetono, dandoci una sensazione di benessere, tranquillità. Siamo incanalati in qualcosa di conosciuto

Ma anche questo pezzo di Blur, forse lo è. Un po’ datato, forse. Quantomeno per il titolo, Out of Time. Cosa c’è di male ad essere anacronistici, fuori dalla moda e dal tempo?

Cosa c’è di male soprattutto a sognare? Noi lo facciamo stasera, anche questa sera con questo brano, molto bello, di Alvvays. Avete notato com’è scritto il loro nome? Non sanno l’inglese, oppure c’è un errore di ortografia. Non importa, quello che conta è la musica, la buona musica, e questa lo è

La notte in cui ci incontrammo, potevano esserci anche 86 milioni di persone, a vederci, oppure a sentirci. Perché proprio 86 milioni? Perché è il numero di visualizzazioni di questo video, di Lord Huron

Due minuti, ma scorrono intensi, ascoltando questo brano, interamente strumentale, degli the xx. Essendo breve, è naturale si intitoli, the intro. Intensa è stata anche la pioggia, scesa copiosa oggi, nel pomeriggio.

Ho chiuso i battenti delle imposte, i vetri delle finestre, e……mi sono chiuso in casa. Dopo, il clima si è rasserenato. E’ tornato il sole, e siamo tornati alla solita vita di sempre. Tranquilla, come questa Trouble dei Coldplay

So chi sono io, anche se non ho letto Freud. Finisco in bellezza con Samuele Bersani, e questo suo gioiello, questa hits, credo degli anni 90. Infatti, come leggo dai titoli del video, si trattava del 1996

 

Man of The World

Prendiamola alla leggera, anzi, non prendiamoci troppo sul serio. E’ solo la vita

Non è il colore più adatto, visto che il nero assorbe i raggi solari, molto forti in questa stagione estiva, di metà agosto. Non importa, ci proviamo lo stesso a divertirci, con questa macchina nera, black car, dei Beach House.

I suoni di prima sembravano un po’ elettronici e tutti uguali. Passiamo allora ad un genere più melodico, è la fine del mondo, end of the world, cover interpretata e cantata da Sharon Van Etten

Nella mia ormai ahimè lunga vita, ho imparato che è meglio non pensare, e non sapere troppo. Don’t they Know to the end of the world, loro non sanno della fine del mondo, e neanche noi, che quindi proseguiamo

E se continuiamo a prenderla alla leggera, non possiamo non ascoltare questo Take It Easy, degli Eagles. Lo so, sono dovuto andare un po’ a ritroso nel tempo, sono passati infatti la bellezza di 40 anni, e sinceramente, non so se ne è valsa la pena, forse potevo trovare qualcosa di più originale…. Infatti opto per Into The Mystic, brano senz’altro più ricercato di Van Morrison

Si ma è la vita, un po’ così, che va a zig-zag, un po’ così, senza logica e con tante contraddizioni. E’ la vita, era anche quello che cantava Marco Armani, in un lontano festival di Sanremo

Si ma in realtà, si chiamava, Armenise…. Giusto ricordarlo, e vederlo, era un bel ragazzo molto giovane ai tempi. Era, se non sbaglio, il 1983, l’estate, anzi l’inverno, dei miei 18 anni.

https://youtu.be/GEPMHV46Z-M

Dopo Carey,  brano di Jony Mitchell, del 1971 ecco  un pezzo dei Fleetwood Mac, che mi piace davvero tanto. E’ un uomo del mondo, Man of the World. Quello che mi piacerebbe essere e non so se sono

Quanto mi piace, anche questo, dei 10cc. Si intitola I’m not in love, non sono innamorato…… Ma con una canzone così, come si fa a non essere innamorati!! Troppo romantica, soft, adatta a lenti e primi approcci, con nessi e connessi. Mi dispiace solo di non avere più quell’età

Si ma non prendiamoci troppo sul serio. Facciamoci una risata. Come hai detto? Cosa hai detto? Niente, solo un Ooh La La, dei Faces, I Faces furono un gruppo rock and roll formato nel 1969 dai rimanenti componenti degli The Small Faces

Spero di essere riuscito a divertirvi, alla prossima!!

Black Tornado

Saprò ripararmi dal freddo, Amsterdam, è una città molto dolce

Ecco una canzone che……. Mi fa venire voglia di immaginare, di scrivere, di parlare. Un po’ di buona musica per iniziare bene la serata. Una serata freddissima che precede una antivigilia di Natale, che come tutti gli anni sarà movimentata. Io ho l’influenza ma….. sono costretto a farla in piedi per il troppo daffare che ho sempre, soprattutto in questi giorni. Ma a proposito, qual è il primo titolo? Eccolo Blind Pilot – Umpqua Rushing

Mi sono alzato perché mi sento raffreddato e ho mal di gola. Ho bisogno di qualcosa, non so neanche io di cosa. Ecco la scatola blu delle caramelle balsamiche. Ne prendo una, non è molto buona ma mi fa sentire meglio. Fuori luci spettacolari a intermittenza. Dentro casa ci siamo riempiti di pacchi. Sta andando in onda nel frattempo Black Tornado – Chris Staples Per essere sicuro di stare meglio, sciolgo una bustina di Tachipirina in mezzo bicchiere. Mi sto preparando anche una tisana, e in questo mix ci metto anche la prossima bella canzone, di Rayland Baxter – All in my Head

Fai una tisana è anche quello che mi dicono, che mi dice mia moglie. That’s What She Say, è anche il titolo del prossimo brano, proposto da Wild Child – That’s What She Say

Domani, anche domani, per quanto sia mezzo e mezzo, bisognerà che mi sforzi di fare qualcosa di buono. Andrò presto a dormire, allora. Sono già passate le 10 e intanto scorrono le note di questo w w w, ovvero Whole Wide World, che letteralmente vuol dire, tutto il mondo. A cantarlo Bahamas – Whole Wide World

Tutto il mondo, l’ultima canzone. La prossima invece, è quella che un certo Gregory Alan Isakov ha dedicato alla capitale olandese, Amsterdam. E’ molto dolce e la condivido volentieri              Gregory Alan Isakov – Amsterdam

Rischiando un’atmosfera un po’ troppo sonnolenta, decido di virare verso qualcosa di un po’ più vivace. Mi aiutano in questo i Fruit Bats con la loro Humbug Mountain Song - Fruit Bats

Capsized. Credevo volesse dire catturato, o qualcosa del genere….. E’ una giravolta, invece! A farla Andrew Bird con il prossimo pezzo, ascoltato tante volte, ma penso mai proposto.                         Capsized - Andrew Bird

Ormai è tardi, sarà ora di andare a dormire. Chiuderò gli occhi, pensando di essere finalmente libero. Non ho alcun motivo per essere triste. Tutto procede in maniera normale, anche se i Districts cantano e suonano questa Funeral Beds - Districts

Long Way Round

Se la strada è lunga, possiamo iniziare con la Penguin Cafe Orchestra. Dopo, facciamo tappa a San Francisco.

Dopo Maratonamentana, iniziata ieri sera con gli exit-poll e stamattina con lo spoglio delle schede elettorali, ecco una maratona musicale, ovvero un brano della bellezza di 11 minuti e mezzo. A regalarcelo, la Penguin Cafe Orchestra – The sound of someone you love who’s going away and it doesn’t matter

Non vi siete stufati, vero? Non è il caso, perché sta per arrivare Something Rattling, ovvero qualcosa che squilla. A farlo suonare, e cantare Benjamin Gibbard Benjamin  – Something’s Rattling

Ad una riunione di classe, oggi pomeriggio, parlavamo di un viaggio di istruzione, ovvero di una gita scolastica. Gli studenti, dovrebbero andare a Firenze, con un treno veloce. Ottima scelta, solo che adesso sta per arrivare un altro treno, ma è lento, è uno Slow Train. A guidarlo, Kevin Morby – Slow Train

If you’re going to San Francisco….. il mio inglese mediocre, banale, scontato, insufficiente, almeno a questo arriva a dire, anche perché ai tempi lo cantava Scott Mc Kenzie, e io me lo ricordo molto bene, anche se avevo solo 2 anni  Scott Mc Kenzie – San Francisco

Ricordano un po’ Simon & Garfunkel, questi due. Tipici degli anni del brano precedente, potrebbero essere anche Ronnie Lane & Slim Chance, che non conosco e sento per la prima volta. Mi fanno una buona impressione, comunque, e mi sembra giusto condividerli, dunque Ronnie Lane and Slim Chance – Roll On Babe

Era il 1973, quindi più o meno ho fatto giusto, mi sono sbagliato poco per Roll on babe. Ma dall’America ci spostiamo in Scozia. Sembra con la musica di autore, o meglio di cantautore, anche perché a proporcela è un certo Gerry Rafferty, con la sua Gerry Rafferty – Long Way Round

Non importa se piove, è umido, comincia a fare freddo. Che volete che sia? E’ novembre e sono i primi scampoli di autunno-inverno. E’ iniziata la stagione fredda, ma noi ci riscaldiamo lo stesso, anche perché arriva un’estate indiana, un’Indian Summer. A proporcela, gli ultrablasonatissimi Doors, con questo brano, non dei più famosi   The Doors - Indian Summer

Ma qualcosa di più recente, no? Provvediamo subito. E’ il mio talento che cercando, riesce a trovare questo vocalist dal timbro graffiante, frontman di una band che risponde al nome misterioso ed enigmatico di Eels. Ci fa ascoltare eels i like the way this is going

Non manca mai la voglia di ascoltare la buona musica anche se intanto si invoca la luna, come fa John Maus con questa Hey Moon. A proposito….. oggi ha piovuto tutto il giorno, adesso è sera, ma se guardo fuori, non penso proprio che ci sarà. Un motivo in più per evocarla  john maus hey moon

The Golden Age

Quando tutte le luci si spegneranno, sarà tutta mia la città. Anzi, staccherò la spina. Breakaway.

Nato ad Harlem nel 1925, scomparso da ben 27 anni, ovvero nel 1990. Credo di non aver mai ascoltato Sammy Davis Jr. colgo oggi l’occasione per farlo con questo Mr. Bojangles. Chissà chi era questo signore….facciamo comunque la sua conoscenza, senz’altro interessante. Per me è la prima volta che lo incontro, non per altre 5 milioni di persone. A presentarcelo Sammy Davis Jr – Mr. Bojangles

Quando la luce va giù, anzi va su…essendo il sole sorto da poche ore. E’ un luminosissimo sabato mattina e il titolo After the lights go out, ci fa ascoltare anche The Walker Brothers – After the lights go out

Non era tutta mia la città? No, perché non c’è nessuno che lo dice, e anche se lo cantavano molti anni fa Vandelli & C. adesso non è più così. Sapete,  il traffico, e l’Equipe ’84 di una volta, che adesso lascia il posto ai   The Move –Blacberry Way

Staccarsi, ovvero staccare la spina, significato molto più comprensibile e reale di un’esigenza sempre più diffusa dei nostri tempi. Lo facciamo appunto con questo brano molto easy di Gallagher e Lyle, intitolato appunto Breakaway – Gallagher e Lyle

Molti anni fa, esattamente nel 1990, quando Sammy Davis passava a miglior vita, iniziai a lavorare in una fabbrica, o meglio in una fonderia. Non posso dire che fu l’inizio della mia carriera…..Diciamo che fu l’inizio di un percorso professionale. Dopo feci e ho fatto diverse altre cose. Ma mi ricordo quello, come un lavoro molto pesante, faticoso e soprattutto sporco come questo brano degli  Steely Dan – Dirty Work

E si raccontano tante storie, si viaggia con l’immaginazione e la fantasia, ci si rilassa, provando a chiudere gli occhi. Ci si dicono le prime cose che vengono in mente, ascoltando magari una bella canzone, come questa dei The Wainwright Sisters – El Condor Pasa

Ha pochi anni meno di me, essendo nato nel 1970. Si chiama Beck, come il nome di una birra, che penso di non bere stasera. Penso invece che dell’autore omonimo, sia giusto ascoltare, The Golden Age – Beck

Hate it when You Leaves. Odio quando mi lasci e parti. Ho tradotto forse con un po’ di approssimazione questo titolo. A proporlo il Rolling Stone Keith Richards. Una domanda, ma non dovrebbe essere uno spirito libero, un giramondo come lui delle pietre rotolanti? E poi cosa ci fa da solo, non dovrebbe essere con i suoi compagni? Eh si, ma almeno in quest’occasione no. Un brano che vale la pena di ascoltare.         Keith Richards - Hate it when You Leaves

 

Trip Musicale

C’era appena stata la guerra nella ex-Jugoslavia, e negli anni ’90 si cantava questa Miss Sarajevo

Riuniti sotto l’appellativo di Passengers, ecco a voi: Bono, The Edge, Adam Clayton, Larry Mullen, Brian Eno. Sono tutti riuniti per cantare questa celeberrima Miss Sarajevo, molto adatta a questi tempi di crisi. Ci sono nubi all’orizzonte, e venti di guerra. Speriamo non si concretizzino. Noi andiamo avanti, sperando che la musica ci aiuti ad esorcizzare i guai. Passengers – Miss Sarajevo

Brano lento e rilassante, anche questo (David Bowie I Love You) Since I Was Six – The Brian Jonestown Massacre. Ma spiegatemi, chi sarebbe l’interprete e l’autore? Pensavo a David Bowie, ma mi sbagliavo, perché c’è questo Brian Johnestown Massacre,  gruppo musicale californiano, formatosi nel 1990 a San Francisco. sotto la guida del leader carismatico Anton Newcombe, autentico guru della neopsichedelia, personaggio tanto geniale quanto controverso, costantemente alle prese con problemi dovuti ad un carattere quantomeno difficile e all’abuso di alcool e droghe. Il nome del gruppo da un lato rimanda a Brian Jones dei Rolling Stones e dall’altro allo spaventoso suicidio di massa di Jonestown del 1978                                              (David Bowie I Love You) Since I Was Six – The Brian Jonestown Massacre

Con quasi 10 milioni di visualizzazioni, arriva Kurt Maloo, “il capitano”. Più precisamente, il capitano del suo cuore. Anche questa è una canzone strafamosa, penso degli anni ’80. Sono contento di potervela proporre, e loro sono i Double – The Captain of Her Hearth

Davide, ragazzo omosessuale, è uno scrittore di favole; nella sua casa ospita gli incontri di un folto gruppo di amici. Questa la trama di Saturno Contro, un film diretto da Ferzan Özpetek, uscito nelle sale cinematografiche il 23 febbraio 2007. Passione di Neffa, è un brano scritto come tema principale del film, ha  anche vinto il Nastro d'Argento come miglior canzone originale. “Dammi passione anche se il mondo non ci vuole bene, anche se siamo stretti da catene e carne da crocifissione. Abbracciami e non lasciarmi qui. Lontano da te. Abbracciami e fammi illudere. Che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce Giuriamo per sempre però. Siamo in un soffio di vento che già se ne va. Abbracciami e non lasciarmi qui Lontano da te Abbracciami e fammi illudere Che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce Giuriamo per sempre però Siamo in un soffio di vento che già se ne va” Neffa – Passione

Se c’è il sole nella mia mattina, c’è spazio anche per un flauto, una chitarra, e una voce di donna, quella di Saint Etienne, eccola qui con la sua Sun in My Morning – Saint Etienne

Una serata che sta passato in completo relax. Non voglio scatenarmi proprio ora, ormai il ritmo è questo, lento, o meglio melodico. Se poi arriva Paradise, giustamente….. il nostro trip musicale continua. La voce è quella, inconfondibile di Phoebe Cates – Paradise

Febbraio in Musica

Il riscaldamento globale, oggi non è arrivato. Facciamo allora un viaggio noi, nel mondo dell’acustico

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Una chitarra solista fa da giusto commento a questi giorni freddissimi di febbraio. Vi faccio conoscere un artista che ha anche un suo spazio su my space. Ci propone un brano strumentale che da il titolo all’ album      Dylan Fowler – Ffynnon ofor

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Sempre di chitarra si tratta, questa volta più veloce, ugualmente impronunciabile il titolo della canzone, dall’album Niemandsland del 1988
Peter Finger – Geheimnis eines Augenblicks

Il nostro viaggio con la chitarra acustica continua. Andiamo in America con Jim Wilson, e il suo album The John Fahey Tribute Album.  By the Side of the Road – Jim Wilson

Un disegno stile cartone animato in copertina, molto più reale invece il suo sito, dove nella home si vede lui assorto mentre suona la sua chitarra, e siccome è una chitarra acustica, lui giustamente si trova in mezzo ad un paesaggio collinare di campagna. Sempre scorrendo il sito, nella pagina che lo riguarda, ci sono dei versi di James Baldwin, un inno all’amore ed alla libertà. Decisamente positivo quindi il messaggio che ci vuole trasmettere, anche in questo caso il paesaggio non cambia mentre il testo ci informa che suona da quando aveva 6 anni e non ha mai preso lezioni.
Il talento non si inventa, quindi, è qualcosa che ci si ritrova, e giustamente Michael lo condivide con gli altri, quindi anche con noi che ci ascoltiamo la prossima canzone Michael Gulezian – St. Louis Blues

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Dopo i primi 3 brani strumentali, passiamo ad un rock più abituale con questo ragazzo nato negli Stati Uniti, più precisamente a Tacoma il 18 Marzo 1966

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Dopo i primi 3 brani strumentali, passiamo ad un rock più abituale con questo ragazzo nato negli Stati Uniti, più precisamente a Tacoma il 18 Marzo 1966. Padre soldato e madre musicista, come ci informa Wikipedia. Un rockettaro anche nelle fotografie, una chioma bionda fluente, barba, giacchetta nera per questo grande del rock di nome Jerry Cantrell.
La chitarra in questo caso, non può che essere elettrica, ecco a voi allora:
Jerry Cantrell – Give It A Name

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Cambiamo decisamente genere perchè passiamo ad un gruppo. E’ il pop alternativo dei Field Music ad essere protagonista, e questa volta è tutto più semplice,  anche il titolo della canzone che tradotto in italiano è:
sei così bella quindi Field Music – You’re So Pretty

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Dai rettangoli colorati dei Field Music passiamo ad una boccettina di miele. E’ infatti quella della copertina dell’album “Honey all Over” di Gruff Rhys. Questo artista gallese, dal nome stranissimo, ci fa ascoltare la prossima canzone, che dà il titolo all’album. Gruff Rhys – Honey all Over

Da un nome strano ad un nome sudamericano, si chiamano Gomez ma non sono brasiliani come si potrebbe pensare, sono una band inglese, e ci fanno ascoltare la prossima canzone Gomez – Make No Sound

Un pianeta terra disegnato, delle linee che la attraversano, traiettorie di viaggi fantastici. I viaggi hanno sempre lo stesso punto di arrivo e di partenza. Una casa in cima al mondo, pure lei disegnata in questa surreale copertina dell’album. A Journey From A To B dei Badly Drawn Boy,  vi presento con il prossimo brano  Badly Drawn Boy – A Journey From A To B

Highway

Sembrano americani, ma sono alla televisione svizzera, lei infatti è di Zurigo

Una cantante svizzera che ovviamente si esprime in inglese, come è naturale nel mondo pop. Anche i titoli che sceglie, per i suoi lavori, sono tipicamente angloamericani. L’album si intitola Highway, la canzone che ci andiamo ad ascoltare è quella omonima TinkaBelle TinkaBelle Highway

 

New Day, la canzone, Life Is On Our Side l’album. Sembrano inglesi, ma sono svizzeri anche loro. Hanno solo questo nome, tipicamente sovietico, che li fa assomigliare ad un programma di esplorazione spaziale. Si chiamano Lunik ma non sono un satellite, sono un gruppo già affermato, con una vasta discografia, e noi ci ascoltiamo appunto, New Day Lunik 

Un album dedicato a Judy Collins, grande cantautrice statunitense. Ci sono tanti artisti, anche le Webb Sisters danno il loro contributo con un rock melodico, il brano si intitola Fortune of Soldiers ed è all’interno di questa compilation Tribute To Judy Collins – Born To The Breed, letteralmente nata di razza, penso che voglia dire: un talento di razza, un talento puro  Webb Sisters – Fortune of Soldiers 

Arrivano I Night Ranger con un rock più classico. As Always I Remain è il titolo della canzone. L’album dal quale è estratta è Neverland e penso che non ci siano dubbi sulla loro provenienza, americana. Una breve ricerca sul web conferma il mio intuito, sono di San Francisco, e il genere è sul metal, anche se melodico Night Ranger – As Always I Remain 

No Turning Back è il titolo, di questa canzone dei Glass Tiger, gruppo canadese. Ascoltiamo la canzone, molto bella, e anche noi non torniamo indietro. L’album dal quale è estratta è una retrospettiva della loro carriera, dal 1985 al 2005. La loro attività prosegue ai giorni nostri, e noi adesso ce li ascoltiamo Glass Tiger – No Turning Back

L’album è sempre No Turning Back 1985:2005 e loro sono sono sempre non i sottoscritti, ma i soprascritti. Faccio uno strappo ad una regola non scritta e li ripropongo. Penso meritino un bis, senza nulla togliere agli altri artisti Glass Tiger – Give It Away 

Dog is dead, questo il loro nome, non proprio beneaugurante. La musica non è male, peccato per i cori, un po’ eccessivi che usano. Anche questa Young non fa eccezione, è comunque una canzone che merita di essere ascoltata  Dog is dead – Young

Sei minuti di pop alternativo mentre un gruppo di persone sono sott’acqua. Come faranno a resistere? Noi ci riusciamo bene  perché non siamo in apnea, eppoi ci sono anche dei raggi di sole che filtrano, in copertina. After glow è il titolo della canzone, tradotto ultimi bagliori; l’album Total Life Forever, vivere in pieno sempre, ci dice che i Foals, questo il nome del gruppo, sono positivi ed ottimisti, mi sembra giusto quindi ascoltarli, anche perché la canzone è bella  Foals – After glow