The Golden Age

Nato ad Harlem nel 1925, scomparso da ben 27 anni, ovvero nel 1990. Credo di non aver mai ascoltato Sammy Davis Jr. colgo oggi l’occasione per farlo con questo Mr. Bojangles. Chissà chi era questo signore….facciamo comunque la sua conoscenza, senz’altro interessante. Per me è la prima volta che lo incontro, non per altre 5 milioni di persone. A presentarcelo Sammy Davis Jr – Mr. Bojangles

Quando la luce va giù, anzi va su…essendo il sole sorto da poche ore. E’ un luminosissimo sabato mattina e il titolo After the lights go out, ci fa ascoltare anche The Walker Brothers – After the lights go out

Non era tutta mia la città? No, perché non c’è nessuno che lo dice, e anche se lo cantavano molti anni fa Vandelli & C. adesso non è più così. Sapete,  il traffico, e l’Equipe ’84 di una volta, che adesso lascia il posto ai           The Move –Blacberry Way

Staccarsi, ovvero staccare la spina, significato molto più comprensibile e reale di un’esigenza sempre più diffusa dei nostri tempi. Lo facciamo appunto con questo brano molto easy di Gallagher e Lyle, intitolato appunto Breakaway – Gallagher e Lyle

Molti anni fa, esattamente nel 1990, quando Sammy Davis passava a miglior vita, iniziai a lavorare in una fabbrica, o meglio in una fonderia. Non posso dire che fu l’inizio della mia carriera…..Diciamo che fu l’inizio di un percorso professionale. Dopo feci e ho fatto diverse altre cose. Ma mi ricordo quello, come un lavoro molto pesante, faticoso e soprattutto sporco come questo brano degli  Steely Dan – Dirty Work

E si raccontano tante storie, si viaggia con l’immaginazione e la fantasia, ci si rilassa, provando a chiudere gli occhi. Ci si dicono le prime cose che vengono in mente, ascoltando magari una bella canzone, come questa dei The Wainwright Sisters – El Condor Pasa

Ha pochi anni meno di me, essendo nato nel 1970. Si chiama Beck, come il nome di una birra, che penso di non bere stasera. Penso invece che dell’autore omonimo, sia giusto ascoltare, The Golden Age – Beck

Hate it when You Leaves. Odio quando mi lasci e parti. Ho tradotto forse con un po’ di approssimazione questo titolo. A proporlo il Rolling Stone Keith Richards. Una domanda, ma non dovrebbe essere uno spirito libero, un giramondo come lui delle pietre rotolanti? E poi cosa ci fa da solo, non dovrebbe essere con i suoi compagni? Eh si, ma almeno in quest’occasione no. Un brano che vale la pena di ascoltare.                                                       Keith Richards – Hate it when You Leaves

 

Trip Musicale

Riuniti sotto l’appellativo di Passengers, ecco a voi: Bono, The Edge, Adam Clayton, Larry Mullen, Brian Eno. Sono tutti riuniti per cantare questa celeberrima Miss Sarajevo, molto adatta a questi tempi di crisi. Ci sono nubi all’orizzonte, e venti di guerra. Speriamo non si concretizzino. Noi andiamo avanti, sperando che la musica ci aiuti ad esorcizzare i guai. Passengers – Miss Sarajevo

Brano lento e rilassante, anche questo (David Bowie I Love You) Since I Was Six – The Brian Jonestown Massacre. Ma spiegatemi, chi sarebbe l’interprete e l’autore? Pensavo a David Bowie, ma mi sbagliavo, perché c’è questo Brian Jopnestown Massacre, nome che se non mi sbaglio, trovo per la prima volta. Chi sono? Menomale che c’è wikipedia…. I Brian Jonestown Massacre sono un gruppo musicale californiano, formatosi nel 1990 a San Francisco, sotto la guida del leader carismatico Anton Newcombe, autentico guru della neopsichedelia, personaggio tanto geniale quanto controverso, costantemente alle prese con problemi dovuti ad un carattere quantomeno difficile e all’abuso di alcool e droghe. Il nome del gruppo da un lato rimanda a Brian Jones dei Rolling Stones e dall’altro allo spaventoso suicidio di massa di Jonestown del 1978. Facciamo allora questo trip musicale e….buon viaggio!!                                                                                                              (David Bowie I Love You) Since I Was Six – The Brian Jonestown Massacre

Con quasi 10 milioni di visualizzazioni, arriva Kurt Maloo, “il capitano”. Più precisamente, il capitano del suo cuore. Anche questa è una canzone strafamosa, penso degli anni ’80. Sono contento di potervela proporre, e loro sono i Double – The Captain of Her Hearth

Davide, ragazzo omosessuale, è uno scrittore di favole; nella sua casa ospita gli incontri di un folto gruppo di amici. Questa la trama di Saturno Contro, un film diretto da Ferzan Özpetek, uscito nelle sale cinematografiche il 23 febbraio 2007. Passione di Neffa, è un brano scritto come tema principale del film, ha  anche vinto il Nastro d’Argento come miglior canzone originale. “Dammi passione anche se il mondo non ci vuole bene, anche se siamo stretti da catene e carne da crocifissione. Abbracciami e non lasciarmi qui. Lontano da te. Abbracciami e fammi illudere. Che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce Giuriamo per sempre però. Siamo in un soffio di vento che già se ne va. Abbracciami e non lasciarmi qui Lontano da te Abbracciami e fammi illudere Che importa se questo è il momento in cui tutto comincia e finisce Giuriamo per sempre però Siamo in un soffio di vento che già se ne va” Neffa – Passione

Se c’è il sole nella mia mattina, c’è spazio anche per un flauto, una chitarra, e una voce di donna, quella di Saint Etienne, eccola qui con la sua Sun in My Morning – Saint Etienne

Una serata che sta passato in completo relax. Non voglio scatenarmi proprio ora, ormai il ritmo è questo, lento, o meglio melodico. Se poi arriva Paradise, giustamente….. il nostro trip musicale continua. La voce è quella, inconfondibile di Phoebe Cates – Paradise

Living in the Past

Una buona notte per Buffy Sainte-Marie, che spera di essere sognata dall’uomo di cui è innamorata. E’ un sentimento a tenerla sveglia, ma è serena perché prima o poi l’alba arriva; come per noi è arrivato il momento di ascoltarla Buffy Sainte-Marie – Goodnight

Dal Canada ci spostiamo in America con Tom Rush e la sua Lost My Drivin’ Wheel. Ho perso il mio timone di guida.E’ un amore disperato, quindi, che gli fa perdere la testa; ma in maniera creativa, cantandoci questa bella canzone Tom Rush – Lost My Drivin’ Wheel

I Can’t Help But Wonder Where I’m Bound, non posso fare a meno di chiedermi dove sia diretto. E’ Tom Paxton a cantare la prossima canzone che chiude la trilogia dei cantautori d’annata. Rimaniamo quindi al bianco e nero, siamo in pieni anni ’60 e iniziamo ad ascoltare queste parole. It’s a long and a dusty road, è una lunga e calda strada polverosa, la gente che incontro non è sempre gentile. Una metafora della vita, una poesia che forse sente il peso degli anni…                                                                     Tom Paxton – I Can’t Help But Wonder Where I’m Bound

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Eclettici, sperimentatori, anticonformisti. Psichedelici ed elettronici, ecco che arrivano i Gentle Giant per dare un po’ di sprint a questa nostra scaletta. Mentre scorrono le note della musica 3 amici seduti guardano un’anatra, e uno gnomo li osserva;

dall’album Three Friends ci ascoltiamo Prologue Gentle Giant – Prologue

Un arcobaleno d’oro, a proporcelo Seals and Crofts. Rimaniamo quindi negli anni ’70 ma torniamo con questo duo in America, precisamente in Texas, ci ascoltiamo Golden Rainbow Seals and Crofts – Golden Rainbow

Dal pop al rock viaggiamo ancora indietro nel tempo. L’album Power And The Passion è del 1975 e loro sono gli Eloy, gruppo tedesco di rock progressivo. Ci fanno ascoltare Journey Into 1358, un viaggio nel 1358. Se veramente tornassimo così indietro, sarebbe come vivere nel passato, living in the past. Ricordate gli Jethro Tull, famosi negli stessi anni? Io li ascoltavo sempre, ma adesso ascolto con voi gli Eloy – Journey Into 1358

 

Band Americane

I can wait at the canyon’s corner now I’m backing away (…)
Holding on to your fishing line I can feel the future just fine (…)
I’m living like a lonely man I’m living in this lonely land I’m Living in an empty van. Posso aspettare all’angolo del canyon e aggrappato alla tua lenza posso sentire così bene il futuro, sto vivendo come un uomo solo, sto vivendo in questa terra solitaria, sto vivendo in un furgone vuoto.
Ambientazione decisamente americana per questa canzone dei Cave Singer gruppo che abbiamo già conosciuto, i The Cave Singers – Swim Club

Su una linea più melodica il prossimo brano, ugualmente desolata è la landa che compare nella copertina di questo album di Damien Jurado intitolato: Where Shall You Take Me? Dove dovresti portarmi?
Francamente a vedere la fotografia, è quello che mi chiedo anch’io, non c’è niente a parte una casa sperduta. Minimale anche il titolo di questa canzone, Omaha, che oltre ad essere una specialità del poker, è anche una citta del Nebraska, negli Stati Uniti Damien Jurado – Omaha

Proseguiamo con Damien Jurado che oltre ad avere un nome così particolare, ha anche uno stile che ben si addice a questa freddissima serata di febbraio. Questa volta Damien ci porta in Texas, è sempre una città il titolo di questa canzone, ascoltiamo allora Damien Jurado  Abilene

Pedro The Lion è il nome di questa band di Seattle che torna a darci un po’ di ritmo, con la prossima proposta Pedro The Lion – Nothing

George Kaminsky non è il nome, bensì il titolo  della prossima canzone dei Grand Archives, gruppo americano che neanche a farlo apposta, è anch’esso di Seattle.Jimi Hendrix, Nirvana, Pearl Jam  sono gli artisti legati a questa città, ma ci ascoltiamo adesso:
Grand Archives – George Kaminsky

Una città disegnata è questa volta a fare da sfondo alla prossima canzone. A cantarcela i Fruit Bats, tradotto i pipistrelli della frutta, non c’è male come originalità; scherzano anche con il titolo, perché hanno chiamato questa canzone: The Ruminant Band, la banda di ruminanti.
Ma se sono così, come fanno a cantare? Invece ci riescono, anche molto bene, e sono pure simpatici, ecco a voi
Fruit Bats – The Ruminant Band

Febbraio in Musica

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Una chitarra solista fa da giusto commento a questi giorni freddissimi di febbraio. Vi faccio conoscere un artista che ha anche un suo spazio su my space. Ci propone un brano strumentale che da il titolo all’ album      Dylan Fowler – Ffynnon ofor

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Sempre di chitarra si tratta, questa volta più veloce, ugualmente impronunciabile il titolo della canzone, dall’album Niemandsland del 1988
Peter Finger – Geheimnis eines Augenblicks

Il nostro viaggio con la chitarra acustica continua, andiamo in America con Jim Wilson, e il suo album The John Fahey Tribute Album,                 By the Side of the Road – Jim Wilson

Un disegno stile cartone animato in copertina, molto più reale invece il suo sito, dove nella home si vede lui assorto mentre suona la sua chitarra, e siccome è una chitarra acustica, lui giustamente si trova in mezzo ad un paesaggio collinare di campagna. Sempre scorrendo il sito, nella pagina che lo riguarda, ci sono dei versi di James Baldwin, un inno all’amore ed alla libertà. Decisamente positivo quindi il messaggio che ci vuole trasmettere, anche in questo caso il paesaggio non cambia mentre il testo ci informa che suona da quando aveva 6 anni e non ha mai preso lezioni.
Il talento non si inventa, quindi, è qualcosa che ci si ritrova, e giustamente Michael lo condivide con gli altri, quindi anche con noi che ci ascoltiamo la prossima canzone Michael Gulezian – St. Louis Blues

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Dopo i primi 3 brani strumentali, passiamo ad un rock più abituale con questo ragazzo nato negli Stati Uniti, più precisamente a Tacoma il 18 Marzo 1966

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Dopo i primi 3 brani strumentali, passiamo ad un rock più abituale con questo ragazzo nato negli Stati Uniti, più precisamente a Tacoma il 18 Marzo 1966. Padre soldato e madre musicista, come ci informa Wikipedia. Un rockettaro anche nelle fotografie, una chioma bionda fluente, barba, giacchetta nera per questo grande del rock di nome Jerry Cantrell.
La chitarra in questo caso, non può che essere elettrica, ecco a voi allora:
Jerry Cantrell – Give It A Name

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Cambiamo decisamente genere perchè passiamo ad un gruppo. E’ il pop alternativo dei Field Music ad essere protagonista, e questa volta è tutto più semplice,  anche il titolo della canzone che tradotto in italiano è:
sei così bella quindi Field Music – You’re So Pretty

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Dai rettangoli colorati dei Field Music passiamo ad una boccettina di miele, quella che c’è nella copertina dell’album “Honey all Over” di Gruff Rhys, nome stranissimo di questo artista gallese nato nel 1970 che ci fa ascoltare la prossima canzone, molto bella, che dà il titolo all’album:
Gruff Rhys – Honey all Over

Da un nome strano ad un nome sudamericano, si chiamano Gomez ma non sono brasiliani come si potrebbe pensare, sono una band inglese, e ci fanno ascoltare la prossima canzone Gomez – Make No Sound

Un pianeta terra disegnato, delle linee che la attraversano, traiettorie di viaggi fantastici, viaggi che hanno sempre lo stesso punto di arrivo e di partenza, una casa in cima al mondo, pure lei disegnata in questa surreale copertina dell’album: A Journey From A To B dei Badly Drawn Boy, che quindi vi presento con il prossimo brano                                                Badly Drawn Boy – A Journey From A To B

Songwriters and Band

Tutti voi siete brave persone, è cosi che penso di tradurre il titolo di questa canzone degli Embrace, gruppo inglese, che ci propone questo singolo del 1997, All You Good Good People. Sembra veramente un inno all’ottimismo e alla spensieratezza,  anche per quello che si vede in copertina: dei ragazzi che con vari capitomboli si buttano dentro una palude o un acquitrino, ma lo fanno con entusiasmo, come se fossero alle Maldive. Andiamo allora ad ascoltarci questa prima proposta:                                 Embrace – All You Good Good People.

Rimaniamo in Inghilterra, foto 037con questo album degli Starsailor, intitolato, love is here, l’amore è qui. Decisamente efficace il titolo mentre in copertina la scritta love is here appare in un punto indefinito all’orizzonte.
Dovremo andare molto lontano quindi per trovare l’amore e percorrere tanta strada, come sembra dirci questo binario in primo piano molto lungo, che non finisce mai…Dall’album love is here noi ci ascoltiamo questo singolo Poor Misguided Fool
Starsailor – Poor Misguided Fool

Un semplicissimo: ma chi credi che sia? A chiederselo è questo ex ragazzo del Texas, di nome Guy Clark. Stessa veracità nella copertina del disco, vestito casual è seduto nella banchina di un porto, con alle spalle un peschereccio. Sorride con in mano una sigaretta, ci ascoltiamo allora
Guy Clark – Who Do You Think You Are?

Venti anni di meno e la stessa voglia di fare musica, pure lui del Texas; questo è il ritratto di James Mc Murtry. Ha una domanda più concreta da farsi: “Ma dove hai nascosto il tuo corpo? Sicuramente è una domanda che si fanno tanti uomini, quindi anche lui se lo chiede nella copertina del suo album. Molto più ermetico il titolo del brano che ci fa ascoltare: Ionlanthe; vista la domanda che ci siamo fatti prima, non può che essere il nome di una donna, come ci conferma una breve ricerca su google
James Mc Murtry – Ionlanthe

Todd Snider è il nome del prossimo songwriter che vi presento. Molto prolifica la sua produzione, è ancora in piena attività.
Nato a Portland in Oregon nel 1966, in questa canzone sta cercando un lavoro. Preoccupazione molto concreta e reale, di questi tempi. La preoccupazione dell’omino disegnato che ci guarda dalla copertina sembra dirci tante cose. Ha anche un cerchietto sopra la testa, sembra l’aureola di un santo. Per fortuna la cravatta e il sigaro indicano che c’è ancora posto per la mondanità. A sfondo religioso il titolo dell’album: The Devil You Know, Il Diavolo che tu conosci, ci ascoltiamo l’estratto: looking for a Job
Todd Snider –  Looking for a Job

Dagli umani con le loro domande e ricerche, ci spostiamo al mondo degli animali. Let’s ride è il titolo di questa canzone dei Blue Montain. Io penso di poterlo tradurre con “andiamo a spasso”. L’album si intitola dog days, i giorni del cane, cane che corre libero in questa immagine di copertina. Ecco allora i Blue Montain, nome di una regione dell’Australia, ma americanissimi loro. Blue Montain – Let’s ride

Sound Sea

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3 minuti di pop alternativo per questa canzone dei The Vaccine che ci presentano: A Lack Of Understanding, una mancanza di comprensione. Comprensibilissima invece la loro musica, con solo un album all’attivo, sono già conosciuti in tutto il mondo, quindi anche noi li incontriamo nella prima proposta di questa sera The Vaccine – Lack Of Understanding

Il ritmo continua con Tall Ships che traducendo significherebbe nave d’alto bordo.Le immagini di internet ci mostrano dei velieri, invece noi cercando meglio troviamo della musica, ed un gruppo inglese con la passione della fotografia. In questo lavoro che ci presentano, si vedono in copertina delle montagne innevate riprese dall’alto, come si potrebbero vedere a bordo di un aereo. Ci troviamo invece sulla terra ferma perché il titolo della canzone è Plate Tectonics, tettonica a zolle Tall Ships – Plate Tectonics

Rimaniamo in tema aerospaziale e guardiamoci questo pianeta terra, illuminato per metà da un sole tanto grande ed incandescente che sembra inghiottirla. Una scena quasi drammatica nella copertina dell’album, heroes, eroi, anche tema originale del film omonimo. La canzone che ci andiamo ad ascoltare, invece, si intitola molto semplicemente All For Swinging You Around ed a cantarcela sono The New Pornographers All For Swinging You Around

Un leone ed una zebra che si danno la mano, ma non per salutarsi o per fare amicizia, ma per giocare a braccio di ferro! E se si danno la mano, allora sono degli umani, infatti le fattezze animalesche sono per le due maschere che hanno sul viso. Be’ mi sembra giusto, è carnevale……Animali, questa volta veri, tutto intorno osservano compiaciuti la scena, mentre Tellis ci fa ascoltare la prossima canzone Tellis Edith Wharton

Lasciamo il ritmo ed ascoltiamoci un po’ di contemporary folk con questa cantautrice statunitense classe 1956, con vari riconoscimenti e premi all’attivo. Il suo nome è Shawn Colvin e con la sua chitarra ci fa ascoltare Sunny Came Home Shawn Colvin – Sunny Came Home

Ungrateful, ingrato, un album per i Frankie & The Heartstrings, gruppo inglese di ragazzi scatenati che hanno questo nome particolare, le corde del cuore. Ascoltando questa canzone però noi non ci commuoviamo affatto, e andiamo a vedere il loro sito, dove c’è una cassetta c90 che ormai in quest’epoca di cd luccicanti e memorie virtuali è un oggetto della preistoria. Loro però con la loro musica sono molto attuali, e si scatenano con questa canzone che dà il titolo all’album Frankie & The Heartstrings – Ungrateful

Women

Un messaggio a mio figlio, da parte di un pianista che anziché suonare, spinge faticosamente un pianoforte. Palco desolatamente spoglio, sembra uno scantinato. Lui però non è l’ultimo dei musicisti, bensì il più importante pianista inglese. E’ anche un presentatore e ha perfino un’orchestra blues. Il suo nome è Jools Holland e suona con Solomon Burke ed Eric Clapton, ascoltiamoci allora la prima canzone di stasera Jools Holland, Solomon Burke and Eric Clapton – Message To My Son

Dall’altra parte dell’Atlantico, andiamo in America con una donna, cantante, musicista, autrice. Si chiama Natalie Merchant. Dall’album retrospettiva 1995-2005 ci fa ascoltare il singolo Wonder                   Natalie Merchant – Wonder

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Dall’America al Canada con Sarah Slean, donna misteriosa per metà fotografata, per metà disegnata. Ci propone queste atmosfere un po’ orientaleggianti nella sua canzone Pilgrim, dall’album Day One Sarah Slean – Pilgrim

 

Un’orchestra vera con fiati, archi, l’atmosfera e la voce magica di Marianne Faithfull. Ci fa ascoltare questa sua The Seven Deadly Sins

Un nome conosciuto, quello di Sinéad O’Connor. Questo suo album Essential, è una raccolta di brani più significativi. Ci propone adesso Three Babies, canzone new age che trovo adatta per continuare questo nostro viaggio al femminile Sinéad O’Connor – Three Babies

Alternanza tra ritmo e lento, ci avvaliamo ancora di una sua interpretazione, tratta dallo stesso album. Capelli corti, occhi ben aperti, sguardo riflessivo, posa rigorosamente in bianco e nero. Questa volta ci canta The Emperor’s New Clothes, I Vestiti Nuovi Dell’Imperatore che era anche una fiaba danese, ed un film omonimo Sinéad O’Connor – The Emperor’s New Clothes

 

Tanita Tikaram ci riporta indietro, un pop anni ’90, l’album è del 1991 e si intitola Everybody’s Angel. L’estratto che ci ascoltiamo Deliver Me           Tanita Tikaram – Deliver Me

Guardando il bicchiere di una ragazza, mi sembra la traduzione più appropriata di questo Looking Glass Girl dei The Glove. L’atmosfera di questa canzone, un po’ misteriosa, è quella che meglio si addice all’orario, è infatti mezzanotte e questo brano mi sembra adatto a chiudere la scaletta di oggi The Glove – Looking Glass Girl

 

America

Un pianoforte è ancora il protagonista e tema dominante per questa atmosfera new age di 4 canadesi, 3 ragazzi e 1 ragazza, che nelle loro immagini e copertine ci regalano anche colori psichedelici e suggestivi. Vi propongo allora i: The Besnard Lakes – Four Long Lines

Decisamente più classica questa canzone di Juck, non per nulla si sente una tranquillizzante chitarra, neanche il testo è ermetico, non mi cimento in un’avventurosa traduzione, dico semplicemente che lui dichiara: potrei essere il tuo poliziotto suicida.Ed è proprio questo il titolo, mentre nella copertina dell’album si vede un’immagine ironico surreale
Yuck – Suicide Policeman

Cool Water non è il nome di un profumo, ma il titolo della prossima canzone. A cantarla è Isobel Campbell, cantante e violoncellista scozzese, in coppia con Mark Lanegan. In effetti l’ordine dovrebbe essere inverso perché è la voce di Mark dominante, una voce calda così come la chitarra che l’accompagna. La voce di Isobel si sente di meno, nella fotografia di copertina però è in primo piano, una bella ragazza bionda al volante di un’auto sportiva, lui è dietro,  accigliato, sembra quasi che la controlli. Sicuramente una bella coppia, il bianco e nero completa l’effetto vintage che si ha guardando loro due….                                                                      Isobel Campbell & Mark Lanegan – Cool Water

Originale anche la fotografia in copertina del brano Haller Lake del gruppo americano dei Cave Singers. Non si può dire che sia bello il ragazzo che si vede, a torso nudo, barbuto, non si capisce se sia in piedi su un tavolo o stia saltando. Strana anche la gestualità: sta ballando o battendo le mani al ritmo della musica?
Molto belle invece le fotografie che si possono ammirare nel loro sito, alcune di paesaggi e di vacanze.Ecco a voi allora
The Cave Singers – Haller Lake

Si rimane in America con il country di George Thorogood & The Destroyers. L’atmosfera di questo brano è da far west, mentre il titolo dell’album è “One Bourbon, One Scotch, One Beer”, quindi protagonista non è solo la chitarra, anche l’alcol.
Questi americani…… vogliono fare gli americani, e magari ci riescono!
George Thorogood & The Destroyers – Cocaine Blues

Brava Alison Krauss in coppia con gli Union Station ( 4 ragazzi) canta la bella Restless  (agitato) Alison Krauss & Union Station – Restless

Dei fiori che sembrano le composizioni di un caleidoscopio costituiscono la copertina di un album del 2008 dei Death Vessel. Ho letto in rete delle recensioni buone su questo loro lavoro, bella melodia anche nel brano che ci ascoltiamo, questo Exploded View, letteralmente vista esplosiva, stupefacente: forse quella di questi stranissimi fiori
Death Vessel – Exploded View

A Louisville, nel Kentucky si sono formati i  My Morning Jacket, importante band americana, che ci ascoltiamo con chills; 4 minuti di pop alternativo fantastico!  My Morning Jacket – Chills

Volare

FF iniziali di Foo Fighters, gruppo Americano di Seattle che con l’energia del loro rock, imparano a volare, iniziamo quindi anche noi il nostro viaggio con la prima canzone Foo Fighters – Learn to Fly

http://mrg.bz/RGlZBs

Farfalle, è il titolo di questa canzone degli Screaming Trees, gruppo americano degli anni ’80. Il loro album sweet oblivion, dolce oblio, è del 1992, e noi ci ascoltiamo questo estratto, per l’appunto butterfly Screaming Trees – Butterfly

Facciamo un salto di 15 anni e andiamo al 2007 con questo Live Earth, concerto per sensibilizzare l’opinione pubblica ed i governi sui cambiamenti climatici. Partecipano a questo evento vari artisti, tra cui Chris Cornell, che con la sua Black Hole Sun ci racconta di un buco nero nel sole Chris Cornell – Black Hole Sun

Atmosfera chill out in uno spazio siderale, siamo infatti nel viaggio sulla luna, album con cui gli Air ci presentano il loro brano, Moon Fever Air

La pace e l’aria fresca ci aspettano, queste le parole di Tom Waits nella sua Somewhere Un timbro di voce profondo, l’accompagnamento di un’orchestra, gli archi e le trombe per dire delle cose importanti che noi ci ascoltiamo con questa canzone Tom Waits – Somewhere

Cambiamo decisamente genere con gli Henry Cow e il loro rock sperimentale, progressivo d’avanguardia. Siamo tra gli anni ’60 e i ’70, quindi lontani negli anni, lontani anche dalla musica commerciale, non so quanti di voi abbiano mai provato ad ascoltare questo gruppo, io per farvelo conoscere ho scelto questa canzone Henry Cow – Nine Funerals Of The Citizen King

Torniamo a casa con qualcosa di più tradizionale e rassicurante, che conosciamo di più. Il suo nome infatti era sempre scritto nelle sigle dei cartoni animati, si notava perché così particolare; italo – americano, sto parlando di Henry Mancini. Henry in questo caso non si cimenta con Road runner o la Pantera Rosa, siamo invece nel far west e accompagna un cow-boy, com’è naturale che sia Henry Mancini & His Orchestra And Chorus – Midnight Cowboy