Goodbye Kiss

Il mondo anaffettivo delle vecchie generazioni. Quello in cui si prolificava in abbondanza ma poi, più del letto o dei numerosi figli, spesso e volentieri non si divideva o condivideva altro. La casa era un ambiente di vessazioni e imposizioni, luogo di sofferenza più che di emancipazione. In queste case, regnava l’amore finto ed ipocrita, terrible love. In quante famiglie sarà stato così! Era impossibile sgarrare, e se lo facevi eri passibile di terribili punizioni

Vigeva la dittatura genitoriale, la legge del più forte, di baci e di amore, quello vero, neanche l’ombra. Goodbye Kiss, c’era tanto lavoro, tante cose più degne e rispettabili, non ci si poteva dedicare alle futilità e smancerie. Se avessimo potuto, ci saremmo salutati con una pacca sulla spalla ed una stretta di mano

Ma c’erano stati dei tempi, fantastici. Tempi, forse talmente datati, che erano più notte dei tempi, che tempi. Si raccontava di un grande amore che peraltro nessun familiare ricordava o aveva mai visto. Tempi in cui la coppia si era fidanzata, lui innamorato, lei innamorata, e dopo essere stati presentati ai rispettivi genitori, erano convolati a giuste nozze

Goodbye Kiss

L’atmosfera cupa e triste di quelle case poteva venire mitigata da qualche nota musicale. Gli apparecchi, pur non essendo tecnologici come quelli di oggi, si potevano ancora accendere. Erano d’altra parte anche allora delle novità, dei gioielli, quindi non potevano non essere valorizzati ed apprezzati. Da quei piccoli schermi si poteva vedere qualche varietà televisivo, qualche trasmissione in bianco e nero, oppure si poteva ascoltare anche qualche Endless Song

Sei pigro, lazzarone, svogliato. Qualche cosa dovevi pur essere. Se non eri una certa cosa, dovevi per forza diventare qualche cos’altro. Per fare o per essere quello che saresti dovuto diventare, si imponeva prima di tutto il sacrificio, il rispetto, e il senso di colpa verso le vecchie generazioni che tanto avevano patito, sofferto, e tanto ancora soffrivano dei tanti problemi della vita, della famiglia e del lavoro

Goodbye Kiss

I figli non hanno fatto il loro dovere, li dobbiamo sgridare, li dobbiamo dare una risciacquata, saranno utili degli scapaccioni oppure una lezione. Per carità non arriveremo alle percosse, Beatings, non si picchiano i figli, ma adesso, lasciami andare a prendere l’ometto dei vestiti, così li farò vedere

In quelle case, Home, gli ometti appendiabiti servivano all’occorrenza, come del resto i battitappeti, come sostituti delle mani, che gli scapaccioni potevano fare indebitamente arrossire

Le mani, le dita, dovevano essere ben curati. Spesso servivano ad indossare gioielli o Diamond Dave. Il corpo e la persona dovevano giustamente brillare. Bisognava farsi vedere, apparire. Si doveva essere visti, guardati, per essere poi giustamente lodati e stimati.

Parole, frasi, periodi, discorsi, quelli appena fatti, venuti un po’ così, a ruota libera. Descrivono in maniera esagerata e paradossale l’ambiente domestico di una generazione fa, così tanto diverso da quello attuale. Oggi si vive all’opposto, un po’ sognando, fantasticando, come se fossimo in un video game o in una fiaba. Gli adolescenti, si guardano spesso molto presto, con gli occhi……. E’ logico, ma con che cosa si dovrebbero guardare?! Mica possono farlo con le braccia!!! Infatti intendevo dire un’altra cosa. Gli occhi di ragazza o di ragazzo si guardano in una certa maniera, un po’ ambivalente. Per curiosità, interesse, amore. E allora si pensa inevitabilmente…..

Al fidanzato o alla fidanzata che potrei avere e che potrebbe arrivare. Coming To Save You, vengo a salvarti, così, se siamo in due, potremo stare bene ed essere felici. Una cosa senz’altro vera ed interessante, può aprire nuovi orizzonti, e penso sia senz’altro positiva

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