Il primo giorno di aprile

C’è un bel sole, dopo le piogge dei giorni scorsi. Già questo è un buon motivo per ripartire, anche perché è iniziato un nuovo mese, il mese di aprile, tipicamente primaverile. Chissà se ci porterà un po’ di speranza, ottimismo e serenità. Siamo a metà settimana, ci siamo fermati un attimo. La giornata di lavoro è pressoché finita, rimane questo tardo pomeriggio, poi la cena e una serata, che sarà simile a tante altre. Un po’ di musica, televisione, internet, notizie.

Mal di testa

Ieri stavo decisamente male. Un po’ il vento che c’era, fastidiosissimo. Delle critiche ricevute da una mia collega al lavoro mi avevano fatto venire un bruttissimo mal di testa. Sono tornato a casa in bicicletta. Per la strada faceva freddissimo e c’era in giro solo qualche disperato come me, oltre ad una pattuglia dei carabinieri che vagava per la città senza meta. Paul – Big Thief

Tornato a casa ho messo sul fuoco 2 pentole d’acqua per fare due primi. Un po’ di spaghetti e un piatto di riso. Ho preso una tachipirina per il dolore che avevo ma dopo un’oretta, non essendomi passato il mal di testa, ho preso un antiinfiammatorio. La mia preoccupazione di aver fatto casino con le pastiglie si è un po’ attenuata verso mezzanotte, quando il dolore è un po’ diminuito e sono andato a letto. Ho dormito abbastanza bene e come dicevo prima, oggi la giornata è decisamente migliore. Si scrive e si ascolta, per esempio adesso  S. Carey – More I see

Attenzione però, c’è questo brano che in questo momento mi sta piacendo moltissimo. Penso proprio di condividerlo. Lo propongo anche a voi, quindi, ha questo titolo un po’ enigmatico, PPP. Chissà che cosa vorrà dire. Loro sono comunque i Beach House – PPP

Le 3 canzoni precedenti, almeno recentemente, non le ho mai proposte. Ottimo lavoro quindi. Non ci si deve mai dare per vinti, rassegnarsi. C’è sempre qualcosa di bello e di nuovo da scoprire. Sono convinto che presto anche questo periodo bruttissimo finirà. Si tratta adesso di non stressarsi troppo. Se poi volessimo organizzare una festa, potremmo magari intanto immaginarcela, visto che noi non la possiamo fare, date le restrizioni che ci sono. Ma non saremmo gli unici, ci ha già pensato un certo Peach Pit – Tommy’s Party

Adesso che ho sentito le notizie, capisco che rispetto a ieri la situazione non è cambiata molto. Qualcosa sale, qualcos’altro scende, ma i numeri sono sempre alti e siamo in piena fase emergenziale. Potrebbe essere uno scherzo, invece non è, anche se oggi è il primo aprile.

La benzina è importante

Un dibattito noiosissimo che ho seguito fino a pochi minuti fa, mi ha indotto a cambiare schermo. Dalla tv al computer, eccomi quindi di nuovo qui. Non so neanche io che cosa ascoltare, andrò un po’ a ruota libera. Premetto che non ho intenzione di stare molto a scrivere, anche perché sono le 23 e non voglio andare a letto tardi. Non ho neanche molte cose da raccontare.

Stamattina sono andato in studio a fare il mio solito lavoro, ormai anche lì di gente che gira ce n’è poca. Ci sono comunque sempre le richieste varie da evadere, quelle non mancano. Spesso adesso si risponde con la mail perché tutti vogliono stare a casa e preferiscono ricevere ricette e impegnative via mail. Questa modalità di lavoro, che si chiama smart working, se non ho capito male, ci consente di essere operativi anche da casa. C’è quindi qualche cosa nuova e buona che il coronavirus ha portato, non tutto il male viene per nuocere. E’ una piccola e magra consolazione, tutti ne avrebbero fatto volentieri a meno, ma tanto è. Tears Getting Sober – Victoria

Adesso che sono quasi le 23.30 mi accorgo di non avere quasi più idee. Anche la musica che sto ascoltando non mi sembra neanche tanto bella e stimolante. Ho un po’ di mal di testa, mi sa che è quasi arrivata l’ora delle pastiglie. Mi faranno stare meglio e faciliteranno il mio sonno. Ho proprio bisogno di dormire. Se potessi, o se ci fosse una medicina, dormirei fino a questa estate. Vorrei svegliarmi quando tutto questo sarà finito.

Questa storia ha proprio cambiato la nostra e le nostre vite. Non si può più andare al bar, al ristorante, nei negozi, nei locali. E’ tutto chiuso, tutto fermo. Se poi chiudono anche i distributori di benzina, come hanno detto di voler fare, come si farà ad andare al supermercato, l’unico posto ancora aperto? Non ci sarà più merce negli scaffali. La chiamo merce, ma ormai sarebbe più adatto dire beni di prima necessità, le uniche cose che possono vendere, principalmente, quasi esclusivamente, alimentari. Sofia – Clairo

La benzina è troppo importante, non può mancare. E’ vero che il consumo è molto diminuito, ma le poche persone che vanno ancora a lavorare, devono fare rifornimento. Serve poi anche ai mezzi di soccorso, così importanti in questo momento. E’ perfino banale dire queste cose, ma danno la misura di quanto sia difficile e precaria la vita in questo momento. Certo le guerre o le carestie del passato sono state peggiori di quello che sta succedendo oggi, però, noi abbiamo vissuto un lungo periodo, coincidente con tutta la nostra vita, in un modo di certezze e convinzioni. Niente del nostro mondo poteva essere messo in discussione. Oggi invece purtroppo lo è. Night Shift – Lucy Dacus

Spotify è strano

In attesa che si avvii, prendo in mano questo foglio bianco virtuale. E’ immerso dentro un monitor, e la mia mano in realtà sono delle dita che pigiano su una tastiera. Chissà che problema ha Spotify. Adesso do un’occhiata per vedere che cosa sta succedendo. Forse è una caduta di connessione, oppure c’è la reta che è troppo intasata. Tutti sono a casa, e tutti utilizzano internet, può darsi che sia questo il problema. Avevo ed ho però voglia di sentire qualche bella canzone. FTA – Whitney

Adesso finalmente si è deciso a partire. Io già stamattina ero qui al pc a fare delle cose di lavoro, adesso sono di nuovo qui ma voglio anche dilettarmi, con un po’ di buona musica. Vi dirò che oggi fa abbastanza freddo, nonostante ieri fosse il primo giorno di primavera.

Un vento freddo….

Continua ad entrare qui a casa, anche perché Manu continua ad aprire le finestre. Lei vuole purificare l’ambiente. Capisco, è un periodo di pandemia, solo che a me viene un grande freddo ai piedi. Stamattina presto e oggi pomeriggio per giunta avevo ed ho un forte mal di testa. Per fortuna che le medicine e gli integratori non mi mancano, quindi li ho presi. There’s a reason why (I never returned tour calls) – Blossoms

Adesso è uscito un po’ di sole. Stamattina avevo pensato che potesse piovere. Avevo anche ritirato le scarpe che avevo lasciato ad arieggiare nel balcone. Invece, niente. Non che potesse fare una grande differenza. Uscire non si può, siamo confinati a casa. Sono vietate anche le attività individuali all’aperto. Qualsiasi tempo meteorologico, quindi, va bene. Anche le previsioni, hanno a questo punto poca importanza, non dovendo e non potendo programmare niente. Io sono sempre stato uno che volentieri sta a casa, senza però avere un obbligo o una costrizione come quella che c’è in questo momento. Dreams Tonite – Alvvays

Pazienza, arriveranno tempi migliori. Ieri invece, una buona parte della giornata l’ho passata fuori. Nonostante fosse sabato, c’erano le pulizie dello studio da fare. Io ho passato l’aspirapolvere, pulito i vetri e buttato i rifiuti. Manu ha passato lo straccio sui sanitari e sul pavimento. Il risultato penso sia stato abbastanza buono, il lavoro nel complesso non direi che sia stato impegnativo, però abbastanza lungo. Siamo stati lì un paio di ore, e abbiamo passato così la mattinata. The others – whenyoung

Dopo le pulizie siamo andati a soccorrere, o meglio dare assistenza ad una vecchina che era a casa sua allettata. Non avendo la possibilità di fare più di tanto, abbiamo chiamato un’infermiera che ci venisse ad aiutare. Io sono anche andato a prenderla, poi l’abbiamo riaccompagnata a casa.

La spesa al supermercato

Dopo aver sentito le notizie di oggi, giusto per tirarmi su, avrei voglia di mangiarmi un bel gelato. Non posso, rovinerei la mia alimentazione e anche la dieta ne risentirebbe. Non so perché parlo di dieta, avendo già perso peso con lo stress di questi giorni. Diciamo che preferisco evitare. Mi accontento di iniziare con un bel disco, per esempio questo di Father John Misty – Nancy from now on

Prometto che sarò un po’ più allegro, nonostante anche oggi pomeriggio la Protezione Civile qui in Italia abbia dato dei numeri terribili nel bollettino quotidiano che fa ogni giorno a proposito del coronavirus. Vi dirò soltanto che solo in una giornata si sono registrati più di 600 decessi, ed è davvero terrificante. Ma preferisco fermarmi qui, anche perché sennò non vedo come potrei essere più allegro. Intanto è venerdi sera, e già questa è una bella notizia. Noi, qui a casa, non abbiamo grossi problemi, tutto scorre abbastanza normalmente, quindi anche questa è un’altra bella notizia. Oh Starving – Car Seat Heardrest

Si continua peraltro con le solite attività, limitate dalle restrizioni che ci sono state imposte dal governo. Non si va a scuola e molti lavori si fanno da casa oppure, quelli non strettamente necessari, semplicemente non si fanno perché si sono fermati. Fare la spesa, che era una delle poche cose belle, è diventato, non direi un incubo, ma abbastanza brutto. Bisogna fare la coda per entrare al supermercato e si può fare la spesa da soli, singolarmente, nel senso non più di uno a famiglia. Intern – Angel Olsen

Se entri con il carrello e riesce anche a passare un tuo familiare, dentro al supermercato bisogna fare finta di non conoscersi. Abbastanza aberrante. Io posso avere bisogno di alcune cose, ho in mente alcuni prodotti che mi piacciono, mia moglie o mio figlio possono avere altre idee, desideri, progetti. Io per esempio amo i biscotti o la cioccolata, non voglio stare senza il latte, il cacao e le fette biscottate. Manu pensa sempre alla carne o ai piatti. Pamela desidera confezioni, frutta esotica o piatti particolari. Depreston – Courtney Barnett

Pazienza, si vive lo stesso. Il vero problema di oggi è che non si può uscire. Non solo per la strada, anche all’aperto in generale. Per limitare il contagio hanno vietato tutte le attività. Si può, anzi si deve, stare a casa. Un’obiezione abbastanza scontata è che se uno va a prendere una boccata d’aria in un campo oppure fa una passeggiata in un sentiero di campagna, e non incontra nessuno, non vedo che rischio ci sia. Non infetta nessuno, non corre neanche il rischio di essere contagiato. Valleys (My Love) – Whitney

Va bene così, comunque. Tutte le cose hanno un loro perché, e anche questa decisione ce l’ha. E’ una prescrizione del governo, poi, quindi si rispetta. Il nostro paese in questa situazione, è l’unico che ci può aiutare, dobbiamo fare quello che ci dicono di fare. Speriamo passi presto questo brutto momento, andiamo avanti e guardiamo al futuro con speranza. Tutto andrà bene, l’ho detto già, ma mi piace dirlo e quindi lo ripeto anche adesso. Ragged Wood – Fleet Foxes

Intorno alle 23

Cosa mi metterò a fare adesso per rilassarmi? Beh, c’è sempre intanto la bella musica che sto ascoltando, e vedrò come sempre di proporvi qualcosa di carino, in modo tale che anche voi possiate rilassarvi. Non ho ancora in mente niente di preciso. Andrò un po’ a ruota libero, condividendo quello che mi capita di sentire. Mi è venuta però voglia anche di andare a letto. Sono un po’ incerto sul da farsi. Sono da pochi minuti passate le 23, forse è ancora presto. Non voglio fare le ore piccole, ma voglio aspettare ancora almeno una mezzoretta. Green Arrow – Yo la Tengo

Avete visto che bel brano ho trovato? Ma è anche cantato? Lo sto ascoltando, ma sembrerebbe completamente strumentale. Vediamo. Ho deciso intanto che per questo fine-giornata non ascolterò altre ulteriori brutte notizie. Per oggi credo di essermi già intristito abbastanza. Vorrei stare un po’ tranquillo. Sto intanto ascoltando questo Green Arrow. Letteralmente significa freccia verde e quello che si può ascoltare è una chitarra elettrica davvero molto calda. Caldo, ma direi accogliente è anche quest’altro brano di uno dei miei autori preferiti, Sufjan Stevens – Carrie & Lovell

Sembra incredibile che almeno recentemente, io non abbia proposto questo brano, che mi sembra di conoscere da sempre. Eppure è davvero così, quindi ve lo voglio proprio far ascoltare. No Woman – Whitney

Anche questo però è un classico. Strano ma vero, anche questo non lo trovo nel mio repertorio recente. Che aspettiamo allora? Loro sono proprio bravi, a proporci questa famosa isola greca. Sto parlando dei Fleet Foxes e della loro Mykonos – Fleet Foxes

E nel frattempo, sono quasi le 23 e 30 minuti. Penso che non starò alzato ancora per molto. La giornata sta davvero volgendo alla fine. Domani sarà un altro giorno, penso più o meno uguale a questo. Si starà come sempre in casa, anche perché l’emergenza sanitaria ci impone di non uscire.

Le regole del gioco

Nonostante questo, dovrò comunque in qualche modo farmi vedere al lavoro, anche per far vedere di esserci, scusate il gioco di parole. Fa parte delle regole del gioco. Conti se ci sei, se sei presente, se fai vedere di esserci. Se  vogliamo vedere è strano, in un momento in cui tutti cercano di stare a casa. Nancy from now on – Father John Misty

Ce la faremo

Ho ricevuto delle analisi, parlato e messaggiato con un paio di persone. Ho cercato invano di chiamare mio fratello, ma non era raggiungibile. Adesso dovrei andare in bagno a lavarmi. Faccio finta che tutto sia normale, anche se non è così. Questa crisi sanitaria, ospedaliera, sociale e nazionale dovrà pur passare.

Devo andare al lavoro

Sarebbe giusto stare a casa a non fare niente ma io, come penso milioni di altre persone, non posso. Dovrei farmi fare una frittatina da Pamela e poi uscire di casa per andare a lavorare. Non ho voglia, anche perché i motivi di lavoro devono essere davvero importanti e i miei non so se lo sono. Ad ogni modo, bando alle ciance, questo è. Lynard Bassmann – Golden Daze

Ho riletto il modulo dell’autocertificazione per gli spostamenti. C’è scritto “comprovate esigenze lavorative”, e può darsi che le mie lo siano. Ad ogni modo, dovrei essere bardato e purtroppo la scorta di mascherine che sono qui a casa sta per terminare. Non so come ci ridurremo ad uscire, forse con un fazzoletto arrotolato messo sopra il naso, alla maniera dei ladri fai da te che non vogliono farsi riconoscere ma non hanno neanche il passamontagna. Sui miei tentativi di adattare un reggiseno di Manu per utilizzarlo come mascherina meglio lasciar perdere. Avevo forse poco tempo a disposizione, oppure mi è mancata l’ispirazione giusta. Riproverò comunque. Love Ablaze – Phedre

Adesso devo fare in modo che qualche artista mi dia un’ispirazione, un’idea. Dovrebbe essere qualcosa di convincente, ma penso che non tarderà ad arrivare. Vorrei proporvi qualcosa che in primo luogo io conosca, nello stesso tempo sia un po’nuovo e mi piaccia. Sono questi gli ingredienti, ma non c’è fretta. C’è una bella atmosfera, questa sera, ed è anche finito il primo giorno di lavoro della settimana. Purtroppo qualche ora fa la televisione ha dato i soliti numeri, strampalati e bruttissimi, della guerra che si sta combattendo in questo momento in Italia. Ce la faremo, ma come si dice da queste parti, dobbiamo attrezzarci e farsi venire l’olio di gomito. Hallways – Islands

Ripensando alla mia giornata, oggi non ho avuto neanche un attimo di pausa. Ho lavorato un po’ in studio, ma non c’era tanta gente. Ormai tutti hanno paura. Le strade sono quasi deserte, dico quasi perché durante il giorno c’è ancora qualcuno in giro. La sera invece non si incontra nessuno. Ormai, stiamo tutti a casa. Ho visto che hanno anche recintato i giardini pubblici con del nastro adesivo. Vogliono evitare che la gente esca anche per andare lì. Blue Bell – Golden Daze

Adesso forse mi metto a spegnere il cervello. Vorrei vedere alla televisione una storia, quindi penso proprio che staccherò. Rimanete comunque sintoinizzati su questi schermi, sempre all’ascolto della mia, della nostra fantastica musica.

Tutto andrà bene

Niente, non riesco per il momento a fare un pagamento che avevo in mente di fare. Sarà perché forse è molto tardi, è mezzanotte. Dovrei andare a dormire, la cosa più giusta e naturale da fare, ma per il momento non me la sento ancora. Borderline – Tame Impala

Continuo imperterrito a schiacciare le dita sopra a questa tastiera, ma penso che tra non molto mollo tutto. Anche i familiari, però, continuano imperterriti con la televisione a tutto volume. Io invece almeno ho le cuffie. E’ bene, penso, non perdere la normalità di sempre, in questi tempi di grosse calamità e con una pestilenza in corso. Anche oggi si sono sentite le solite notizie orribili che ormai ci arrivano da un po’ di giorni. Il numero dei contagiati in Italia ha superato quota 15.000. Anche i morti sono tantissimi, più di mille. Sembrava che altri stati potessero avere una sorta di primato, ma temo che l’Italia possa superarli in questa triste classifica. Cold Little Hearth – Michael Kiwanuka

Kiwanuka cantava questa bella canzone, raccontando di un piccolo cuore freddo. Ebbene, ve l’ho voluta riproporre perché è proprio bella, un classico direi. Dicevo di questa epidemia in corso, che a volerla definire bene, si chiama pandemia, anche perché l’Oms l’ha definita così. Spero che sia una pandemia controllabile, come dicono, ma ho paura di no. La pandemia per definizione è un’epidemia che il mondo e l’umanità non sono stati in grado di controllare, essendo presente nella stragrande maggioranza dei paesi. A parte questo, che non è un dettaglio da poco, la malattia in questione si presenta estremamente contagiosa e con un tasso di letalità non trascurabile. The Silent Orchestra – Hamilton Leithauser

Il decorso della covid19, così hanno chiamato questa malattia, è estremamente complesso. Nei casi più gravi genera una polmonite che necessita di cure intensive. Ci sono delle speranze, delle cure, delle possibilità, ma non ancora un vaccino o un farmaco risolutivo. Penso che queste siano cose che sapete già. L’impatto che sta avendo in Italia questo coronavirus è davvero enorme. Oggi, a parte il triste bilancio di ammalati e vite umane, la borsa ha perso tantissimo, ci sono state anche delle rivolte in molte carceri italiane e disordini in alcune fabbriche.  Tutto andrà bene, ci diciamo e ci ripetiamo, come un mantra, solo che questo momento è davvero difficile.

Il governo e la sottovalutazione del pericolo

Penso che il governo non sia stato molto avveduto, si è dimostrato non in grado di prevedere gli eventi e gli avvenimenti. Forse all’inizio molti hanno sottovalutato il pericolo rappresentato da questo coronavirus. Alcuni l’hanno scambiato per poco più di una banale influenza, commettendo un errore enorme, anche per il messaggio sbagliato fatto arrivare alla gente. In a river – Rostam

We will run

Da quanto non ascoltavo questo pezzo! Era un successo della mia infanzia, completamente strumentale. Lo condivido volentieri, così anche voi lo potete ascoltare. Doogy Degli Armonium – Wanted

Chissà se questo brano è quello giusto. Penso di sì, in questi tempi calamitosi. C’è una grossa pestilenza, che purtroppo mina le nostre sicurezza. Con Toquinho e Vinicius de Moraes ecco allora Ornella Vanoni – Senza Paura

Adesso che è la sera del 10 marzo, vorrei davvero riprendere a scrivere con una certa regolarità. C’è la musica, quella che mi piace e che sono solito ascoltare. Ci sono delle pagine bianche da riempire, il mio blog da rendere sempre vivo e attivo. Faccio così, almeno non penso alle cose brutte che stanno succedendo e sono più rilassato. Preoccuparsi non serve a niente. Finirà anche questo brutto momento Right to be misgotten – Islands

Mi piace davvero proporvi questa canzone, sia perché è bella, sia per il messaggio che lancia. We will run. Noi correremo. Ma certo, noi correremo, perché questa notte finirà, e noi potremo riprendere ad uscire all’aria aperta ed a correre. In attesa, ci ascoltiamo per l’appunto We will run – Current Swell

Chi non mi ha visto scrivere, non credo si sia preoccupato più di tanto. Credo che ormai tutti sappiano che l’Italia, con 10.000 casi di Covid19, sta vivendo un momento molto difficile. Ma ci riprenderemo, e soprattutto, cerchiamo di non perdere le nostre certezze, che sono poi anche il titolo di questa bella canzone dei Temples – Certainty

Se ci fosse una medicina che mi consentisse di andare in letargo, la prenderei. Mi piacerebbe svegliarmi almeno tra 3 mesi, vivere un po’ al caldo ma soprattutto, in un mondo libero da virus e paure. Siccome so che non c’è questa medicina, mi accontento di sperare, guardando avanti. Bisogna guardare avanti, lontano, magari in alto, con un telescopio, come questo, proposto dai Cage the Elephant – Telescope