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Promesse della musica

Per parlare di musica, bisogna che ci sia qualcosa che mi ispiri, potrebbe essere per esempio questo Love is Blue, di Gabor Szabo, cover della colonna sonora famosa e del relativo brano omonimo, che faceva parte a dire la verità di non so quale film. Iniziamo allora da qui

Ci sono degli assoli di chitarra molto belli, è davvero un brano sorprendente, l’ho infatti aggiunto adesso tra i miei preferiti. E quando il sole sorge su dal mar e splende su di noi? Beh, qui si apre un altro capitolo, sempre molto bello, solo che si parla di mare, mentre io dopodomani parto per andare in montagna. Così ti amo – Nina Simone

Bahia – Veronica Sanson, e……scusate se è poco! Ogni commento è superfluo, qui a parlare è davvero solo la musica!

Che bella questa musica…….

The Air that I Breathe, che mi sembra voglia dire, l’aria che io respirai. Mi fido delle mie scarsissime conoscenze linguistiche e per una volta non scomodo il traduttore. Va bene così, anche perché questa è una cover di un brano bello e famoso, quindi ve la faccio volentieri ascoltare. The Air that I Breathe – Albert Hammond

Preparatevi ad un altro arrivo spettacolare. Un poeta, non può non trovare molto bello e originale questo sound, proposto da Etienne Daho  con la sua, promesse, o meglio Promesses – Etienne Daho

Ho ritrovato il mio vecchio file che utilizzavo per scrivere sul blog. Aggiungerò quindi questa pagina, e sono quasi pronto a fare il classico copia-incolla. Aspetto però a chiuderla perché adesso arriva Gigi Proietti con questo brano caratteristico e un po’ diverso. E’ infatti cantato in romanesco. Il titolo è Nun Je da retta Roma – Gigi Proietti

E se per finire in bellezza, mettessimo un po’ di leggerezza? Sembra un’ottima idea, e ho trovato il brano giusto, si intitola La la la ed è dei Deepthroat – La la la

Torneranno gli angeli

Quasi 6 mesi che non venivo su questi schermi. Un tempo davvero esagerato. Non mi sono imposto un periodo di riflessione, forse non ero abbastanza ispirato oppure, semplicemente, è passato il tempo così velocemente, senza che quasi me ne accorgessi. Eppure ne ho fatte di cose! Babies – Pulp

Due viaggi all’estero, tre volte sono stato al mare, devo dire che non me la sono passata poi così male. Poi, sono arrivate le vacanze, sono finite, si è attenuato il coronavirus, adesso è tornato….Cosa ci volete fare, è una ruota che gira The Changingman – Paul Weller

Ho già condiviso nel frattempo i primi due brani e devo dire che con le parole, la musica si ascolta meglio. Sta intanto finendo quest’ultimo, di Paul Weller, molto rock, e quindi mi sta dando la giusta scossa, che non è male, perché ormai sono passate le 23. My Trouble – Elbow

Si parla intanto di problemi, infatti Elbow ha un ritmo un po’ più lento. Non può non essere così, quelli purtroppo non mancano mai, ce li hanno tutti. Se però si fa un bel pezzo, come questo che sto ascoltando, il discorso cambia……A proposito di problemi, non dobbiamo pensare che i nostri siano più gravi o più importanti di quelli che hanno gli altri. Se andiamo a vedere gli altri, vediamo che purtroppo per loro, spesso e volentieri stanno peggio di noi. Accontentiamoci allora di quello che siamo e di come stiamo che in fin dei conti, non ci possiamo lamentare. Se poi torneranno gli angeli, come ci sembra dire Fiorella Mannoia con il prossimo brano, siamo a posto! Torneranno gli Angeli – Fiorella Mannoia

In attesa che arrivino gli angeli, c’è invece un operatore, che arriva. Come vedete voliamo basso, ma va bene così, anche perché il pezzo è bello, merita di essere ascoltato e quindi ve lo propongo. E’ questo di Jim Croce – Operator

The Time in the World

Ancora più caldo, che si soffoca. Già adesso, non si riesce a parlare. Godiamoci allora, magari al fresco di una bibita e dell’aria condizionata, questo brano interamente strumentale Dudle Moore Trio – The Millionaire

Non si parla più. Come un tempo, quando si litigava. Mettevamo dei lunghi musi e anziché brontolare o mandarsi a quel paese, si chiudeva la bocca. Non si parlava più…Adesso a farlo, è tra gli altri, il suono di un clarinetto. Il brano che vi presento è infatti anche questo strumentale, di Paul Desmond – A Taste of Honey

Finalmente una voce, a rompere il silenzio dei due brani precedenti. Una voce soul, quella di un certo Chuck Jackson, che ci propone la sua Any Day Now – Chuck Jackson

Si parlava del caldo, ebbene, non manca proprio. Stiamo bollendo ai 40 gradi del sole di questi giorni. Il sole, ecco, giusto, appunto. Ci dà la luce, la vita, mettiamolo sul banco degli imputati, oppure dedichiamogli una canzone, come questa, degli Antena – Camino del Sol

Non è un aria fresca, quella di oggi, di questi giorni, ma è comunque l’aria che ho respirato. L’aria che io respiro. Canzone semplice, poetica, forse la cover di una versione originale, più famosa, di cui non ricordo gli autori. Ecco comunque, per la voce di Albert Hammond – The Air that I Breathe

Un altro che va via. Ma dai…..se continuiamo così, è inevitabile che non rimanga nessuno. Ci estingueremo e qualche d’un altro verrà al nostro posto. Qui non si vive più, non si sta più bene. Vado un po’ di fantasia, ma è solo per presentare questo titolo Another Goes By – The Walkmen

Auntie, vuol dire zia? Vediamo, sì, proprio zia!! Ho avuto allora una zia aviatrice, almeno questo è quello che mi suggerisce prossimo titolo, Auntie Aviator. Che bello, chissà quante storie ci saranno, da raccontare. Intanto, le abbiamo dedicato un brano, per la voce di John Matyn, Beverly Martin – Auntie Aviator

Abbiamo tutto il tempo del mondo, o tutto il tempo nel mondo. Ragazzi, come mi piace questa canzone!! Erano tanti anni che non la ascoltavo. Mitica, eccezionale, per la voce di Louis Armstrong – We have all the time in the world

Poi vi dirò che cosa vuol dire, Anamour. Per il momento non lo so neanche io. So solo che è il prossimo pezzo di Serge Gainsbourg, interessante, quindi ve lo propongo. di Serge Gainsbourg – Anamour

Ma mi dite un pochino, chi sono questi Stereolab? E cosa sarà mai questo Boob Oscillator? Un nuovo apparecchio elettromagnetico, stereofonico, che hanno inventato? Mah, chissà….Per intanto ascoltiamoci questa loro proposta Lo Boob Oscillator – Stereolab

Airport Song

Non saprei davvero da dove iniziare, per parlare o per proporre qualcosa. Vogliamo iniziare da questa cover? Si tratta di un brano dei Beatles, reinterpretato da Gary Mc Farland. Il risultato non è niente male, anche se io in linea di principio, sono un po’ contrario alle cover. Ecco comunque a voi Because – Gary Mc Farland

Facciamo festa con una canzone estiva, che non per nulla si intitola A Summer Song. Giustamente, è il solstizio d’estate, l’inizio della più bella e calda stagione dell’anno. Chad and Jeremy – A summer Song

Si fa la storia, almeno quella della musica. Loro hanno avuto tanto da cantare, suonare, proporre. Sono arcifamosi, erano in 3 e sichiamavano Crosby, Still and Nash. Questo brano sicuramente lo conoscerete, anche se magari, sarà passato un po’ di tempo dall’ultima volta che lo avete ascoltato. Si intitola Only love can break your hearth – Crosby, Still and Nash

Adesso che inizia la stagione estiva, non vi dimenticate però dei nostri migliori amici. I migliori amici dell’uomo. Ecco allora un pezzo dedicato a loro, dog, per la voce di Nat Johnson – Dog

Lunedì prossimo, appuntamento su Atlantis, per la terza puntata di Chernobyl, nell’attesa, ecco un brano di Donovan, che si intitola proprio così. Donovan – Atlantis

Il nucleare. Non credo che Donovan si sia riferito a questo, sono mie libere dissertazioni, associazioni di idee. Mi fanno arrivare anche al prossimo pezzo, direi interessante, bello, poetico, ispiratore…..E’ degli Electric Light Orchestra, e si intitola Shangri-la – Electric Light Orchestra

Sembrava di ascoltare i fab 4, i Beatles. Il loro stile era un po’ così e forse gli ELO lo avevano un po’ ripreso. Continuiamo la magia con un’altra canzone prettamente estiva, o meglio vacanziera. Viene voglia di prendere l’aereo e partire, anche perché la prossima proposta si intitola Airport Song – Magna Carta

Abbiamo viaggiato nel tempo e nello spazio. Un po’ con la fantasia, un po’ superando la linea, o il confine del giorno. E’ iniziata da una ventina di minuti la domenica, e passo allora a farvi ascoltare anche In a Lonely Place – The Smithereens

Le ultime parole di sua mamma a suo figlio. Si ma…..che c’entra? C’entra, c’entra, se ad arrivare in scena è un certo Washington Philips con i suoi campanellini e la sua struggente Mother’s Last Word to her Son – Washington Philips

E’ il momento l’ora di qualcosa di più spensierato, anche per chiudere brillantemente, in bellezza. Facciamo allora un volo fantastico con i The Free Design e la loro Bubbles –The Free Design

Tell Me With Your Eyes

E’ giorno di paga, vero? No perché dico, essendo il 27…Non scherziamo, dai! E’ solo the day after. Il giorno dopo. Ci sono state le elezioni europee. Sono state anche un po’ politiche. Ci è contento, chi dispiaciuto, chi entusiasta e chi deluso. Per tutti, almeno qui dove scrivo, una giornata grigia, di pioggia. Anche i Teleman lo dicono, con questo titolo, Between the Rain – Teleman

Chissà se ci sarà un senso a questo nostro vivere. Me lo chiedo, mentre sto per prepararmi, per andare al funerale di una persona cara, una persona che mi ha cresciuto, quando ero un bambino. Penso a queste cose, mentre scorrono le note di Your Sweet Love – Lee Hazlewood

La tristezza, quella che viene e mi sovviene, in certi momenti, è anche sottolineata dal violino e dal flauto di questa Bonjour Tristesse. Come vedete, siamo molto in tema. La voce è quella di Juliette Greco – Bonjour Tristesse

Ragionando, parlando, pensando, discorrendo, viaggiando. Mi viene da dire così, ascoltando questa canzone. E’ di Rob Galbraith, e fa ripartire il divertimento, il circo della musica. Si intitola Tell Me with your eyes – Rob Galbraith

Hey Cowboy, dove stai andando? Fermati, sono passate le ore del giorno, fermati un po’, così potrà riposare anche il cavallo. Naturalmente, sto parlando per me, mi sto dicendo che essendo mezzanotte, è ora di andare a letto. Penso di farlo, ma non prima di aver ascoltato questo brano, di Lee Hazlewood – Hey Cowboy

Chissà cosa avranno in comune il miele e il fumo. Di sicuro, quest’ultimo fa male. Sono comunque stati messi insieme in questo brano che si intitola Honey and Smoke – Neko Case k.d. lang Laura Veirs

Vento, e tira vento. Non si sa che tempo voglia fare. Si aspettava un po’ di pioggia, invece niente. Continua a fare caldo, in più c’è questa instabilità fastidiosa. Recuperiamo e ascoltiamo allora qualcosa di semplice, essenziale, che ci riporti ad un po’ di tranquillità. Per esempio questa I still belong to you degli Imaginary Future. Io ti appartengo ancora….Eh già, non dubitavo! Imaginary Future – I Belong to You

Non la conosce nessuno, questa canzone. E’ scritta anche in modo stranissimo, in dialetto meridionale. No nun è overo. Com’è vecchia!! Sarà dei primi anni ’60, ascoltiamoci allora lo spirito vero di quei tempi, con Peppino Di Capri – No, nun è overo

Che cosa hai messo nel caffè? Brano questo invece conosciuto da tutti, almeno nella versione di Antoine. Questa che vi propongo è invece la cover realizzata da Lisa Ono – Che cosa hai messo nel caffè

C’è qualcuno che conosce cosa sia l’amore? Altra domanda, e altra voce femminile, ma forse più calda, accogliente, intrigante. Giusta per finire in bellezza. E’ quella di Irma Thomas, con la sua Anyone Who Knows what love is – Irma Thomas

Make it with you

Piove che è un piacere….forse non tanto per chi si trova lì fuori. Lampi e tuoni, vento e un violento acquazzone. Sta bene solo chi è in casa. Qui è tutto acceso, sono quasi le 23 ma siamo ancora, ahimè in piena attività. Dovrei mettermi a fare qualcosa, nell’attesa, scorrono le note di questa bella canzone di The Clientele – Reflections After Jane

E secondo voi, dei documenti, una scansione, sono la cosa giusta da fare, a quest’ora? Ho molti dubbi al riguardo. Sono cose utili, o piuttosto, necessarie, ma non fanno bene all’umore. Per fortuna che c’è la colonna sonora giusta, ad accompagnarci in questi momenti Wilco – Jesus

Una giornata frenetica, che anche oggi si avvia alla conclusione. Prima di spegnerci, Todd Rundgreen con questo titolo lungo, una faticaccia scriverlo per esteso  Sometimes I don’t know what to feel – Todd Rundgreen

Avete ancora voglia di fare festa, a quest’ora della sera? Si, se ci sono gli Hollies, e mi fanno un grande piacere, anche se loro si scusano con Sorry Suzanne – The Hollies

C’è un leggero risveglio del mio mal di testa….Come si chiama. Emicrania o cefalea? Sarà forse la luna, che mi dà noia? Può essere, ci sta…..C’è anche Neil Young che me lo ricorda, con la sua Harvest Moon – Neil Young

Ehi, ehi ehi, l’ho fatto per te. Non ci credi? Ma se ci sono anche i Bread che lo dicono! Veramente loro dicono un’altra cosa, l’ho fatto con te, infatti il titolo è proprio Make it with you – Bread

Un sogno dentro un sogno….Chi lo dicevo, o meglio chi lo scriveva? Edgar Allan Poe. “A Dream Within a Dream” è un poema scritto dal poeta americano Edgar Allan Poe, pubblicato per la prima volta nel 1849. Grazie Wikipedia, ma ho da dire, o da farvi ascoltare qualcosa anch’io, visto che Tristen è l’autrice e interprete di un brano con lo stesso titolo Tristen – Dream Within a Dream

I Dreamt We Spoke Again. Ho sognato di parlare ancora. Che cosa? Forse parlo, oppure straparlo…Strani scherzi della vita, del dormiveglia, o forse della musica, visto che ci sono i Death Cab for Cutie, ma il titolo, meglio tradotto è “ho sognato che noi parlassimo ancora”.  Death Cab for Cutie – I Dreamt We Spoke Again

Sta arrivando il brutto tempo. Non so se continueremo a vedere, ammirare, la superluna che abbiamo avuto in queste ultime due serate. Per il momento, allora, non ci resta che salutarla, in attesa e sperando che torni presto. Lo facciamo con questo brano di Babe Rainbow – Supermoon

Alchemy

20 km al giorno. Dai, pensavo di più….

No aspetta un attimo, sono 10 km all’andata, 10 al ritorno. Ah ok allora il conto, quello che ha fatto Nicola Arigliano è giusto. Dilettiamoci, allora, ad ascoltare la sua splendida canzone Nicola Arigliano – 20 km al giorno

C’è sempre qualcuno che si lamenta e recrimina. Mi sembra giusto, non c’è mai niente che vada bene. Adesso è la volta dei The Concretes, loro che hanno perso, anzi, io ho perso te, come dice la vocalist femminile. Sembra una cover…..qualcuno deve averla suonata e cantata prima The Concretes – Miss You

Ritmo e atmosfere tropicali. La voglia di mare e di vacanze si fa spazio con il prossimo brano, di un certo Geoff  & Maria Muldaur. Ci canta giustamente, Brazil. Meno male! Sembra ci sia solo Bolsonaro, invece, c’è anche la buona musica, le belle donne, e molto altro ancora. Partiamo allora con Geoff  & Maria Muldaur – Brazil

Un viaggio in aereo, attraverso il mare e l’oceano, forse non sarebbe così entusiasmante come lo è l’ascolto di questo brano, che quindi propongo anche voi Jacques Dutronc – La Metaphore

Una dolce ragazza, ci vuole raccontare qualcosa. Non so bene, ma apprezzo la sua musica, e il timbro della sua voce. Si chiama Beulahbelle e ci canta You Only live twice che letteralmente, significa: si vive solo 2 volte. Ah ah ah, che ridere! Oltre ad essere brava, è anche simpatica!! Beulahbelle – You Only live twice

Che fatica trovare le parole, lo sapranno benissimo i parolieri. Ma non si potrebbe fare sempre dei versetti, come fanno loro?? Eh, si, sarebbe bello, tra l’altro loro lo fanno e ci riescono molto bene Dave Grusin, The Birds – Acension to Virginity

L’avevo sentita all’inizio, e avevo una gran voglia di condividerla con voi….talmente magica è l’atmosfera che crea, questa canzone. A proporcela, Bill Patton. Il titolo, inconfondibile, non passa inosservato. Alchemy – Bill Patton

Ditemi un po’, cosa fanno tutti i giovani? Proviamo a rispondere con questo titolo. All the Young Dudes. Sembra ci sia qualche verità nascosta, invece…..sono solo giovani, giovani tizi. Scusate se anche questa volta ho capito male… Ma, credo di non sbagliare, a proporvi questo Mott The Hoople – All the Young Dudes

https://www.youtube.com/watch?v=VKvNtAVZyOc

Grazie, prego, scusi tornerò. Permette, ma le pare, presenterò. Si vede, che a quei tempi, ai bei tempi, usavano i convenevoli. Si prodiga, anche una certa, Gale Garnett – Excuse Mister

Dopo l’atmosfera retrò dell’ultimo brano, entriamo nei suoni tridimensionali di Devendra Banhart, che stasera vuole proprio stupirci con la sua Fancy Man – Devendra Banhart

Alone Again Or

Chissà di cosa tutti parlano…..Non lo so, ma intanto lo cantano, macinando musica, con questa bella canzone, già colonna sonora di un film con Dustin Hoffman, “Un uomo da Marciapiede”. Lui è Harry Nillson Everybody’s Talkin

Di dischi ne ha fatti veramente tanti. E’ infatti stato il più prolifico dei Beatle. Questo personalmente non lo conoscevo, ma ancora una volta lui, Paul Mc Cartney, si impone, con la sua voce e il suo talento, e ci fa ascoltare questo Wild Life – Wings

Non è che mi piaccia molto, come personaggio. Non ho capito certe prese di posizione che ha avuto, soprattutto in questi ultimi giorni. Diciamo che, forse le canzoni, certe canzoni, gli sono venute meglio. Sto parlando di Francesco Guccini che qui ci propone il suo Autogrill Francesco Guccini – Autogrill

Il saxofono lascia il posto ad una chitarra elettronica, quella di Sharon Van Etten, qui con One Day. Chissà cosa avrà voluto dire, con questo titolo….La sento però abbastanza lamentosa, quindi, il giorno non deve essere stato tanto positivo. Vabbè, facciamolo andare bene lo stesso Sharon Van Etten – One Day

Sono già 2 volte nel giro di pochi giorni che sento questa canzone. Pezzo che Fabio Concato aveva dedicato a Dean Martin, che sicuramente, nel corso della sua lunga e brillante vita, avrà sicuramente fatto degli incontri più interessanti. Qui, si imbatte in un travestito….Povero Martin, come dice Concato stesso Fabio Concato – A Dean Martin

Mi piace, si mi piace. Nella sua sonorità, molto semplice, anche nel titolo. Si intitola infatti semplicemente She, e ce la propone un certo Gram Parsons – She

Piove, ininterrottamente, tristemente e anche insolitamente, visto che siamo a maggio inoltrato. Non ci resta che evocare un cielo blu, quello che ancora non c’è, ma di sicuro presto arriverà Willie Nelson – Blue Skies

Ci rolliamo una sigaretta? Forse 30 o 40 anni fa, lo facevo. Vedo che i giovani, lo fanno ancora, forse è tornato di moda. Ma perché parlo di queste cose? Perché c’è il titolo del prossimo brano che me lo suggerisce Ronnie Lane & Slim Chance – Roll on Babe

Come mi sono sentito solo, oggi. Tra l’altro, non sono neanche uscito di casa, se non per un’oretta, passata subito a fare commissioni varie. Poi, niente di niente, solo lavori e faccende domestiche. Mi rilasso un po’ solo adesso, in buona compagnia. Con Calexico, anche lui abbastanza solo, non per niente ha intitolato questo brano Alone Again Or – Calexico

Fabrizio De Andrè

Chissà com’era bello, vivere a Genova, negli anni’60. C’era tutto un ambiente artistico, culturale e musicale, vari interpreti e cantautori, la cosiddetta scuola genovese. Di questa, ne faceva parte Fabrizio De Andrè, di cui proprio oggi, 11 gennaio, si ricordano i vent’anni, dalla sua scomparsa

A Genova, negli anni ’60, con il figlio Cristiano

Eccolo, nel corso di quegli anni, in un locale pubblico di Genova. Non sto parlando proprio di questo, ma ad ogni modo, anche lui è stato una persona, “normale”.. Forse non tutti sanno che…..il suo vero nome, scritto x esteso, è Fabrizio Cristiano De Andrè. Conosciuto solo come Fabrizio De Andrè, ha dato il suo secondo nome al figlio, che infatti si chiama Cristiano.

Cristiano De Andrè, il figlio

Artista bravissimo, avrà subito l’influenza, il carisma e la notorietà del famoso padre, ma è diventato, seppure in misura minore, famoso anche lui. Ma non è di lui che voglio parlare, anche perché Cristiano, vivo e vegeto, può ancora farsi sentire ed ascoltare.

Volevo ricordare Fabrizio, che era nato a Genova nel 1940. Era un poeta, uno chansonnier, ho voluto condividere con voi due suoi brani famosi, molto simili, nel titolo. 
Canzone dell’amore cieco e canzone dell’amore perduto. Ma c’è una strofa, che mi ritorna in mente: ma lui che non ti volle creder morta, bussò cent’anni ancora alla tua porta…..  Qual’era quella canzone? Vediamo…..Eccola 

De Andrè, una storia poco conosciuta

il Professor De Andrè con la moglie Luisa ed i figli Fabrizio e Mauro
In questi giorni si parla molto di Fabrizio De Andrè per via della fiction che ripercorre la  sua vita e vedendola mi è tornato in mente un fatto non affrontato  dalla fiction, che è legato ad un altro De Andrè, Giuseppe il padre del  cantautore genovese.
Il professor Giuseppe De Andrè insegnava lettere in alcuni istituti di Genova e dintorni, antifascista convinto, aiutò molti alunni ebrei a nascondersi ed a fuggire dai fascisti per impedirne la deportazione. I fascisti sospettavano che coprisse alunni ebrei che studiavano nei suoi istituti ed anche per timore di ritorsioni, nel ‘42 fece trasferire la sua famiglia nelle campagne dell’astigiano, mentre lui rimase a Genova.
Nel ’44 una mattina due fascisti si presentarono all'’istituto del quale era preside, chiedendogli se ci fossero alunni ebrei, il professore fu molto gentile con loro e promise di informarsi se ce ne fossero. Appena andate via le due camicie nere, De Andrè si precipitò in tutte le classi raccolse gli alunni ebrei e li aiutò a fuggire e a cercare rifugio nelle campagne.
Dopo due giorni i fascisti, probabilmente informati da qualche delatore, tornarono a scuola per arrestarlo, ma lui con uno stratagemma riuscì a scappare dall’uscita posteriore, raggiunse l’astigiano dove si era già trasferito il resto della sua famiglia e si nascose per intere settimane nelle cantine di un cascinale adiacente a quello della famiglia. Dopo la Liberazione la famiglia De Andrè tornò a Genova ed il professore ne divenne Vicesindaco.

Dream Tonite

Le favole di oggi, sembra siano tutte tristi.

William e Kate, forse si separano. Le favole di oggi, sembra siano tutte tristi, oppure durano poco. Come poco purtroppo è durata la breve vita di Amy Winehouse, scomparsa a soli 27 anni. Qui la ascoltiamo nella sua love is a losing game. Una splendida voce. Lasciami sognare, almeno stasera. I dream tonite

Chi è il più grande? Non lo so, ognuno di noi ha la sua individualità, quindi è un’impresa ardua definirlo, anche se Cat Power, ci prova lo stesso, con questo brano, e noi la seguiamo, anche se questo Kids, degli MGMT, secondo me, ci diverte di più. Per forza, è più coinvolgente, anche perché sono bambini

Un tormentone che continua, con suoni e parole che si ripetono, dandoci una sensazione di benessere, tranquillità. Siamo incanalati in qualcosa di conosciuto

Ma anche questo pezzo di Blur, forse lo è. Un po’ datato, forse. Quantomeno per il titolo, Out of Time. Cosa c’è di male ad essere anacronistici, fuori dalla moda e dal tempo?

Cosa c’è di male soprattutto a sognare? Noi lo facciamo stasera, anche questa sera con questo brano, molto bello, di Alvvays. Avete notato com’è scritto il loro nome? Non sanno l’inglese, oppure c’è un errore di ortografia. Non importa, quello che conta è la musica, la buona musica, e questa lo è

La notte in cui ci incontrammo, potevano esserci anche 86 milioni di persone, a vederci, oppure a sentirci. Perché proprio 86 milioni? Perché è il numero di visualizzazioni di questo video, di Lord Huron

Due minuti, ma scorrono intensi, ascoltando questo brano, interamente strumentale, degli the xx. Essendo breve, è naturale si intitoli, the intro. Intensa è stata anche la pioggia, scesa copiosa oggi, nel pomeriggio.

Ho chiuso i battenti delle imposte, i vetri delle finestre, e……mi sono chiuso in casa. Dopo, il clima si è rasserenato. E’ tornato il sole, e siamo tornati alla solita vita di sempre. Tranquilla, come questa Trouble dei Coldplay

So chi sono io, anche se non ho letto Freud. Finisco in bellezza con Samuele Bersani, e questo suo gioiello, questa hits, credo degli anni 90. Infatti, come leggo dai titoli del video, si trattava del 1996